@ Director
As mind master of the CDIOT, this gives me the opportunity to open a discussion on the fascinating Mind's Creative Processes and the Theatre. So I invite you to join our community, getting it prestigious, because it will be built with your intuitions and questions, meditation and inner answers. This is the place where you can use the freedom to express your doubts and you ideas, sharing with the others the research of your way. The Mind is a living miracle, available better than we could immagine; the theatre is a powerful tool to get deeply its power! But what beyond our discussions?
Prepare for becoming part of a new way to discuss with your right emisphere.
Explore the real power of hypnosis, dramatherapy and cinema-dramatherapy and get away its magic and false misconceptions.
Work nicely with us to create our friendship and the warmth of our curiosity and mind’s exploration.
Learn, enjoy and get excited!
Help yourself adapt to altering life-style changes..if there’s one constant in our life today it’s change; from every direction and faster than ever.
Let’s make the dream a reality...and much much more! Contact and interface with our staff; psychiatrists and psychologists will help you to get your life better!I’m just looking forward to seeing your messages here!

"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard

domenica 4 maggio 2008

lo squartamento (Amore versus Psiche)


@ da PLINIO PERILLI

Carissimo Director,
per fortuna siamo così ben mischiati tra fabula e realtà, tra mito e cronaca, tra il nostro oggi e il sempre che da sempre accade -e per sempre riaccadrà-, che ogni figurazione o trasfigurazione ci riguarda e ci assomma, ci denuda. Leggo i tuoi felicissimi interventi “creativi”, le tue chiose di scrittura “drammaterapica” con l’incanto e il raccapriccio di chi allo specchio può finalmente scrutarsi “vero”, raggiungersi dentro… Ho detto nello specchio –nello specchio inconsapevole ma poi accettato: sia ben chiaro, non certo nello specchio d’acqua che inghiottì Narciso per errore e per colpa: la colpa di amar troppo se stesso-.
Narcisi tutti inconsapevoli, finiamo per cercare, e sovente trovare questo specchio perfino nei visi che amiamo e troppo spesso perdiamo i visi, e resta solo quel nostro specchiarci, rincorrerci, giustificarci, amare il sé anche a fronte dell’altro da sé, dell’altro che –colmo dei colmi– segretamente complottiamo perché ci adori, si identifichi pienamente con noi, dunque ci rispecchi e si annienti.
Leggo e rileggo il tuo brano su “Amore e Psiche”; oggi, poi, questa deliziosa e laica parabola gnoseologica sull’Aquila e il Delfino… Fra il mare salato della vita reale e il cielo ventoso, librante, della vita sognata – oggi l’ho capito– siamo insieme aquile e delfini, incompatibili se non rientrati nel porto quieto della verità. La verità del , voglio dire, prima e oltre l’Altro da Sé: la verità vera, incontestabile, non specchiata ancora e nuovamente nell’Io narciso, ma nel volto, negli occhi estranei eppur rapiti di chi ci sta amando.
Perché Amore non riesce a far felice Psiche? O è viceversa? Perché Amore fugge appena sorge l’alba del giorno e della verità? Perché Psiche –ed anche questo è rito di dolore– non crede più ad Amore, alla fedeltà del suo ritorno, all’inesorabilità del suo e “loro” esserci?…
Ho pensato a tutti gli squartamenti da cui nasce Amore: no, non da botticelliane gemme, fiori e primavere interiori. Nasciamo da squartamenti; il parto “podalico” di mia madre, che per tutta la vita me lo ha raccontato, direi soavemente rinfacciato, come una mia colpa fatale: “Quando tu sei nato stavo per morire…” Pausa: “E anche tu”…).
Squartamento innamorarsi, gestire Amore tra sé e sé; finalmente verso l’altro da sé -ma tutto anche in Noi- che ribattezziamo Psiche… Dove va la Gradiva di giorno?… Dove la incontriamo?… O invece ci fugge? E non bastano né Freud né Jensen a ricondurcela, a farla in fondo uscire dal puro mito…
Ecco, lo squartamento ci fa uscire dal puro mito, ci fa tornare a Psiche, graffiati e illividiti da tutti i nostri rovi interni, e dai nostri cari inferni o purgatori quotidiani che risaliamo, attraversiamo fino alla luce: lassù Psiche/Gradiva cambia nome: e non importa che sia Beatrice, o Nina, o quel che fu, è o sarà… Questa Donna ci abbacina, sempre e ancora non ne siamo degni. Inizia il lungo viaggio da noi a noi; molto molto più breve, lo sappiamo, quello da noi a lei…
Squartamento di rinascita.
Perché l’Amore non dura; non dura che a fatica, e a patto e pegno del nostro giusto, sacrosanto sforzo di rinascita? Ovviamente si parla di sé, ma quanti altri ci accomunano e ci seguono come un’ombra fatta d’ombre, una nuvola delle nuvole, anima di tutte le anime.
La distruzione o Amore, diceva un bel libro poetico di Vicente Aleixandre, salvato e ferito da mille echi surreali.
L’amore ci distrugge e noi lo distruggiamo. E lo squartamento vero, quello più atroce, è indicibile e inenarrabile con le mere parole.
Chiedo ancora al mio Io di fare l’Io, di piegarsi e inginocchiarsi sulla pagina. Perché tanti amori per inseguirne e volerne uno solo? Perché il tempo mai mi aiuta e dopo pochi mesi disamoriamo e soprattutto ci disamoriamo di Psiche? Perché tutti questi perché? Perché Psiche fa paura quando è Psiche e non lo specchio cieco, l’ancella al buio di Amore? Perché Amore fugge sempre, quasi mai salvato dall’alibi di voler tornare? Perché Amore distrugge Psiche; la squarcia, come in un quadro di Turner fra cupi e nebulosi bagliori di luce. Perché questa continua tempesta che esplode e ci allontana proprio da chi amiamo, inseguiamo o ci illudiamo di farlo? Eccome, se troppa luce può ferire, bruciare!
Perché quando Psiche è squartata –e noi con lei– già Amore sussurra, giura al consesso umanato degli dèi di voler inseguire, meritare un’altra Psiche?
Perché tanto Dolore fa orribilmente rima con Amore? E nessun stil-novo o petrarchismo può giustamente redimerlo, perdonarcelo?
Mi squarto, dunque amo. Oh, bastasse un’equazione eticamente così volitiva, un sottile, capzioso sillogismo cartesiano per cancellare colpa ed alibi e ogni specchio appannato o infranto di sé.
Perché il Plinio amoroso che è in me rinasce sempre coi piedi, capovolto, e ritrova la luce e il canale del parto solo dopo essersi inflitto, e soprattutto infliggere uno squartamento? Ogni poesia, allora, è un mero punto di sutura, un bacio indicibile al sangue, al taglio della ferita che ci fa nascere e da cui nasciamo.
Ancora, la Mamma che mitizza e prepara tutti i tranelli, i ricatti passati presenti e futuri dell’affetto: “Ti hanno tirato fuori che eri viola, cianotico… I primi giorni neanche potevamo nutrirti col latte, ma con l’acqua distillata e glucosio”…
Amore condannato ad essere e nutrirsi dolce, e questo dolce –per squartamento di sopravvivenza– a inseguirlo amabilissimo ancora e ancora su tutte le labbra, tutti i capezzoli infantili o adulti della sua -mia- vita…

Caro Ermanno, ricordi quell’incisione fiorentina della Rinascenza dove “Afrodite e le Parche puniscono Amore”?… Ben gli sta: proprio lo bastonano, l’infilzano… E lui lì, ridicolo, colle sue belle ali ripiegate, tutto legato a un albero, bendato, e il pisello smarrito, rimpicciolito dalla paura… Di più: incoronato di spine – che già come trasfigurazione laica, cinquecentesca, e naturalmente sarcastica, di un sacro tema cristiano, mette vagamente i brividi e gela il sorriso già sul nascere.
Squartamenti. E non solo.

Psiche adorata, perdona a me e ad ogni altro poeta di averti composto, dedicato, da secoli e millenni, madrigali sonetti e canzoni su temi come La distruzione o Amore… Perdonami di aver squartato te per cercare me –e non ancora me per meritare te. Perdonami di aver cantato e professato in versi l’alibi che l’Amore non dura perché svola via ogni mattina, ogni alba, prima che Psiche lo veda, lo svegli – come nel mito, intimorita dalle cattive chiacchiere delle sorelle gelose – bruciandolo con una goccia di cera della candela che ancora oggi le trema in mano…
Oh, com’è bello, Amore! E com’è vero il suo esserci, dormirmi accanto…

Lo squartamento ritorna sogno, incubo, onirico, materia prima per tutti gli psicoanalisti che sono stati e che saranno. Sì, gli evangelisti, i chiosatori o glossatori degli squartamenti, della distruzione…
Ricordo bene i diari di Kafka; così bene come se li avesse scritti solo per noi, per me: “A un certo livello della conoscenza di se stessi, e quando ci siano circostanze favorevoli all’osservazione, avverrà regolarmente che uno si veda abominevole. Ogni misura del bene – per quanto le opinioni in proposito siano diverse – sembrerà troppo grande. Si comprenderà che non siamo se non una topaia di miserabili riserve mentali.
Come se bello, mio Amore!”.
Ma l’alcova principesca dei due amanti è una topaia!
Amore risvegliato corre in bagno a lavarsi, forse a radersi; e mentre Psiche ancora lo insegue di sospiri feriti, di languori graffiati, lo squartamento candido, profumato, minimo e supremo della seduzione. Bergman lo sapeva: sussurri e grida. Fa per guardarsi nello specchio, denudarsi finalmente anche dentro; e ovviamente si spaventa: un perfetto e non più mitico mostro lo contempla senza più alibi, ritrosìe, sdilinquimenti, voli pindarici. Gli occhi che partono dai suoi, ed ai suoi tornano…
Psiche non lo sa, ma io, Amore, io per davvero sono un mostro”.

Plinio Perilli

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ancora una volta il teatro ci viene in soccorso… smettere le maschere che ci celano agli occhi degli altri per smettere quelle che ci celano a noi stessi…per guardare finalmente la propria Verità negli occhi… per guardare noi stessi finalmente negli occhi… per svelarci a noi stessi, "squartamento" che prelude ad una nuova nascita di noi, in quella Verità che sola può condurre Amore e Psiche verso il percorso della Salvezza.
Ti abbraccio, amico mio.
Neko.

DRAMATHERAPY WORKSHOPS (2004-2009)

Ciclo di Conferenze-Dibattito 2010, aperte al pubblico

organizzate dall' Atelier di Drammaterapia Liberamente -h. 20,00,in sede-

-09 aprile, Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio
-07 maggio, La lezione di Grotowsky + Laboratorio
-04 giugno, la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio
-02 luglio, l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre
(nuova programmazione a settembre)

Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. I seminari e le conferenze -a carattere educativo e divulgativo - sono indirizzati ad pubblico non professionale, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici e psicologi La partecipazione agli incontri è gratuita, su prenotazione alle pagine del sito o telefonando alla segreteria scientifica, tel. 340-3448785 o segnalandosi a info.atelier@dramatherapy.it

COMUNICATI STAMPA