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"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard

martedì 27 ottobre 2009

Drammaterapia: Daisy, studio del personaggio

Daisy nella II scena
Riduzione Drammaterapica de "Il Rinoceronte" del CDIOT
Lato Interno e lato Esterno, Destro o Sinistro della Tragedia


Non è dato di sapere di che riunione si tratti, ma è questo che desidero. La vita ti sconvolge facendoti ritrovare imprevedibile, non riconoscibile a te stesso e, solo quanto si svolge, costituisce la lettura di quanto sei, comunque sia andata, di una parte di te almeno -ma nulla è diviso dal resto. Certo è che siamo a casa di Daisy ed è altrettanto certo che le vicende che si succederanno in questo luogo, di qui a poco, saranno a caratterizzarla. Dunque, in tal senso, non ha un'importanza precostituita sapere perchè tutti gli ospiti siano lì...

L'idea è quella di un contenitore che, formalmente costituto dalla casa di Daisy, si arreda, si definisce man mano che i dialoghi vengono a caratterizzarlo. Ancora, è certo che sia un luogo "interno", il luogo del processo dei pensieri su quanto accade, mentre fuori vi è un "esterno" dove probabilmente i rinoceronti sono a processare la piccola cittadina di provincia.

E di questo si parla in questa riunione, dove tutti sono colleghi d'ufficio. Tutti tranne uno, Marianna, amica intima di Daisy. Tra un discorso e l'altro, appunto, l'attenzione cade su quanto di inverosimile ma reale sta accadendo in paese. Daisy, nel corso ti tutta la scena, intratterrà una comunicazione privilegiata, intensa, ma discreta con Berenger; anche prima che egli arrivi, quando, rivolgendosi alla sua amica, ne espone il punto di vista su "i rinoceronti". Quando poi egli compare, al primo momento di intenso piacere nei suoi occhi che brillano, si sostituisce la preoccupazione per la sua salute. Egli è lacero, almeno da un lato -quello destro-, ma l'amore non fa misurazioni geometriche della propria tensione. Una colluttazione con i rinoceronti, di fuori, l'ha ridotto in questo stato ed è causa del suo ritardo. Ha dovuto difendere -ma inutilmente- una Anziana Signora a sua volta assalita da loro e, poco dopo, quando Dudard ironizzerà sulla scarsa riuscita del suo intervento, sarà sempre Daisy ad esprimere comprensione per il gesto del suo amato. E' amato, Berenger, da Daisy, ma tutto -l'abbiamo detto- scorre discretamente davanti agli occhi degli altri ed a volte (sic) di loro stessi.

L'Anziana Signora fa il suo precipitoso ingresso in casa ed ora, al precedente solerte tentativo d'aiuto di Berenger a favore della "poveretta", si sotituisce proprio Daisy, almeno in un primo momento. Poi, la sua attenzione empatica verso quella viene fagocitata dal significato "mortifero" di cui la malcapitata è indirettamente ambasciatrice; fatto che, tuttavia, avviene anche per tutti gli altri personaggi. L'atmosfera totale si trasforma, descrivendo un incosciente disinteresse per la donna che giace a terra, lacera e probabilmente ferita -dove? Dentro o Fuori?. La sua attenzione "empatica" verso quella si spegne e lei si lascia contaminare dallo stato di preoccupazione/agitazione per la situazione "generale" che viene a superare la circostanza "particolare". Ancora qui, emblematicamente viene rappresentato lo schiacciamento dell'individuo, rispetto al gruppo, la mortificazione dell'identità individuale rispetto all'ideologia. Ora Daisy è nuovamente preoccupata per l'irrequieto interrogarsi di Berenger che, probabilmente, sbiascica tra se e sè un costante "Mio dio, non è possibile!". Lo segue e cerca di confortarlo. Tutti gli altri ospiti sono pervasi da uno stato di allarme che freneticamnte li conduce verso mille congetture; Berenger e Dasy non sono sottratti a questa dimensione globale, ma in più vivono quella privata di un complicità nel "patire" la vicenda comune.
Un colpo di tosse della Anziana Signora richiama nuovamente l'attenzione di Daisy e, quindi, degli altri.

Andiamo a leggere... E' l'evento nuovo che si offre a pretesto per l'empatia; se non vi è accadimento, non vi sarà nessuna premura ed attenzione! Nessuno è nella condizione di presentire, immaginare, immedesimarsi nella situazione dell'altro, monadi poste meccanicamente a vivere la stessa esperienza; ma è solo quest'ultima il fattore di identità del loro comportamento, non la creatività ed imprevedibilità insieme del loro insieme, del mix delle loro anime: sembra che l'influenzamento reciproco sia vietato e tutti reagiscono in maniera "animale" verso l'epidemia che da animali proviene. Ma questo non è un effetto della rinocerontite, anzi, sembra proprio precederla, se si deve stare al testo ed al primo atto del Rinoceronte. Molto più probabilmente nè è la causa. Ma ai personaggi non è dato saperlo, essi sono ospiti in una tematica conflittuale in noi e solo rappresentata attraverso loro.

Viene discussa, su stimolo di Daisy, una "ipotesi di aiuto" -l'acqua-, più che istintivamente dato questultimo! Ed è di nuovo Berenger, verso Daisy, a dare l'ultimo punto al serrato dialogo tra tutti, ratificando a questa che aveva posto il problema, l'opportunità di dare da bere alla povera donna. Daisy e Miranda -ancora le due donne insieme a fare qualcosa-porgono un bicchiere di acqua a quella e, stupore, orrore e terrore...tutti scoprono qualcosa di nuovo: sotto le lacere vesti da un lato -sinistro- della donna, si scopre una pelle ferita e già in via di rapida rinocerontesca trasformazione.

L'interesse per l'altro è la chiave che apre nuove porte, comunque sia la scoperta e la nostra evoluzione è il sottotesto del gesto delle due donne.

All'assordante rumore dei passi in corsa dei rinoceronti di fuori, tutti si paralizzano, atterriti. Daisy "incontra" -ancora una volta come all'inizio- Berenger: quell'abbraccio finale che egli le porge e dove lei si accomoda. Qui, vicenda privata e pubblica, personale e sociale si fondono. Nella nostra riduzione drammaterapica è in questo finale di scena che i due personaggi raggiungono il climax della loro tensione d'amore.

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