@ Director
As mind master of the CDIOT, this gives me the opportunity to open a discussion on the fascinating Mind's Creative Processes and the Theatre. So I invite you to join our community, getting it prestigious, because it will be built with your intuitions and questions, meditation and inner answers. This is the place where you can use the freedom to express your doubts and you ideas, sharing with the others the research of your way. The Mind is a living miracle, available better than we could immagine; the theatre is a powerful tool to get deeply its power! But what beyond our discussions?
Prepare for becoming part of a new way to discuss with your right emisphere.
Explore the real power of hypnosis, dramatherapy and cinema-dramatherapy and get away its magic and false misconceptions.
Work nicely with us to create our friendship and the warmth of our curiosity and mind’s exploration.
Learn, enjoy and get excited!
Help yourself adapt to altering life-style changes..if there’s one constant in our life today it’s change; from every direction and faster than ever.
Let’s make the dream a reality...and much much more! Contact and interface with our staff; psychiatrists and psychologists will help you to get your life better!I’m just looking forward to seeing your messages here!

"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard

lunedì 28 settembre 2009

DRAMMATERAPIA, CDIOT, DIALOGO IN-OUT: "il luogo dove tutto poteva ancora accadere..."



Mio caro Berenger,
trovo commovente il fatto che tu pensi ancora a me, lo fai con cosi tanta dolcezza e affetto e cosi poco rammarico per quello che fu. Mi stupisce inverosimilmente questa tua lettera e come mi abbia raggiunta in un luogo indefinito, ma al tempo stesso sono attraversata da una sensazione di pura gioia che mi riporta indietro, lontano in un tempo difficile da ricordare. Ho ricordi che ho voluto annebbiare del periodo dove ancora tutto doveva accadere, dove noi eravamo spensierati e inconsapevoli. Quello che avvenne ha contorni ancora poco chiari per me. In quel tempo, nel periodo della nostra inconsapevolezza, la “ malattia “ mi colpi e mi trascinò via, lontano da te e dal nostro delicato-fragile amore, mi portò via dall’uomo che ancora oggi, dopo diversi anni, mi tiene ancora nel cuore. Tu non colpevolizzi la mia fuga e non giudichi la mia azione, ma semplicemente mi ricordi con le tue poetiche parole e con il tuo amore.
Ora sono guarita anche se la trasformazione mi ha cambiata profondamente, mi ha resa più consapevole e responsabile delle mie azioni e di me stessa. Anche te, vedo, che nonostante tutto, non ti sei lasciato sopraffare dalla paura della solitudine e non hai scelto l’alcool come tuo compagno di giochi, facendoti guidare da lui nell’abisso dell’inerzia, ma hai reagito! Un vero e unico ruggito rispetto ai molteplici ruggiti della banalità . La tua lucidità ti ha salvato; anche se terrorizzato non ti sei arreso , a differenza di me, che ho preferito seguire l’istinto di sopravvivenza e accodarmi alla mandria. Dopo tanto correre, anche io mi sono fermata in un luogo sicuro e stabile che mi ha accolta e coccolata, impreziosito di due bellissimi figli ,Giulio e Carolina, che mi riempiono il cuore, ma non scaldano l’anima perché sento che qualcosa di irrisolto ancora cova in me. Con la mia fuga ho capito che non ero in grado di soffrire e avevo bisogno di una opportunità di rivalsa. Questa mia incapacità mi ha reso la gioia un traguardo irraggiungibile, tu ,invece, nella disperazione più nera hai trovato la luce, anche se per trovarla ti sei fatto sopraffare dalla paura e dal dolore della solitudine. Cosi da solo hai potuto incontrare te stesso. Il tuo coraggio mi ricorda che sei una persona speciale sono felice che ci siamo riuniti anche solo epistolarmente.
Per sempre tua Dasy (FRANCESCA)

Questa lettera la scrissi prima che ci salutassimo per l’estate e mi dispiaceva che andasse persa anche in seguito al seminario di venerdi che mi ha visto coinvolta in prima persona .
Francesca


Foto: Berenger e Daisy, una Impossibile Corrispondenza d'Amore, Hypnodrama, CDIOT, settembre 2009

Drammaterapia, Ionesco, Il Rinoceronte, Hypnodrama


Foto: Hypnodrama durante il Laboratorio di Drammaterapia su settembre 2009 Berenger & Daisy, una Impossibile Corrispondenza d'Amore, CDIOT.

domenica 27 settembre 2009

Drammaterapia, Ionesco, Il Rinoceronte, Azione Drammaterapica


Con il silenzio od una comunicazione esplicita, verbale, mirata al tema, aperta ad un ventaglio di possibilità, l'attore è sollecitato dal director alla ricerca di quello spazio privato dove lavora il processo drammaterapico. In quel luogo -sacro, perchè appunto privato-, egli gioca la distanza tra il soggetto e la propria storia, tra il carattere e la propria persona, tra quella vicenda e quella personale. Senza conciliazione, nè collisione. La catarsi deve approdare alla risoluzione del conflitto, senza sconferme o illusioni. Parto doloroso, estatico altre volte, sempre con la coscienza rivolta tra dentro e fuori. Poi, liberatoria ed insieme responsabile -perchè di fronte a se stessi ed agli altri-, esce l'interpretazione, perchè quello è il luogo, quello è il teatro -teatro drammaterapico.
Foto: Azione drammaterapica durante il Laboratorio su Ionesco: Berenger e Daisy, una Impossibile Corrispondenza d'Amore, settembre 2009

mercoledì 23 settembre 2009

Teatro-Laboratorio di Drammaterapia, 15 ottobre 2009: Riduzione Drammaterapica del Il Rinoceronte di E. Ionesco, secondo atto.


Il Creative Drama & In-Out Theatre presenta un laboratorio aperto al pubblico sul testo del grande drammaturgo romeno, conduttore E. Gioacchini.

Attraverso il teatro dell’assurdo E. Ionesco pone in grande crisi il valore assoluto di intelligenza e coscienza, cercando di evidenziare come la prima non sia garanzia di progresso e la seconda possa perdersi attraverso i condizionamenti od i luoghi comuni, ad esempio quelli del linguaggio quando che si impoverisce della semantica.
Gli attori del CDIOT fanno attraversare questo importante messaggio nella loro performance teatrale e ne esce un drama ricco di significati personali ed universali, in un affascinante percorso di due ore di laboratorio aperto al pubblico.

Info e prenotazioni al 3403448785 -ore pasti- o via e-mail a
info.atelier@dramatherapy.it

martedì 22 settembre 2009

AUTOSTIMA & AUTOIPNOSI


Corsi di Autoipnosi, a cadenza bimestrale, sono promossi a Roma dall’Atelier di Drammaterapia sotto la direzione scientifica della Società Italiana di Ipnosi Sperimentale, Clinica & Applicata, diretta dal dr. E. Gioacchini

22/09/2009 - Che l’autostima provenga da radici situate lungo tutto l’arco delle nostra vita, a partire dalla prima infanzia è un fatto certo. Che altrettanto importanti, ancora prima, siano fattori genetici, che si esprimono nel temperamento degli individui, e, dopo, intervengano le vicende della vita ad orientarci verso il pessimismo e la scarsa credibilità verso noi stessi, è altrettanto vero e dimostrato. Tuttavia, essere pessimisti, portati a “vedere nero”, dunque a stimarsi poco non è un destino! La psicologia ci insegna che la nostra mente può essere condizionata sia da traumi “negativi” che “positivi” e nuovi imput, strategicamente formulati in una terapia o in un coaching possono correggere le nostre emozioni ed i nostri pensieri, analogamente per quanto avviene per ossessioni e fobie, paure e dipendenze. In aiuto vengono tutte quelle metodiche terapeutiche e terapie “dolci” che lavorano sul “qui e ora” del soggetto ed operano una ristrutturazione del suo stile di pensiero. L’Ipnosi, ancora prima di Freud, ma maggiormente dopo le ricerche dell’ultimo secolo, ha evidenziato le possibilità di accesso al serbatoio delle nostre esperienze più remote e profonde, ai nostri conflitti, come alle risorse dell’individuo. L’Autoipnosi ha maturato oramai una lunga testimonianza storica positiva di ricerca ed applicazione in questo campo, purchè usata in mani ben addestrate sotto la direzione di specialisti del settore, medici e psicologi abilitati al suo esercizio. Solitamente una bassa autostima si accompagna sempre a due elementi. Una penalizzazione del proprio comportamento, sempre condizionato dalla scarsa fiducia in se stessi ed una condizione di più o meno evidente di ansia e depressione del proprio umore che finisce per fiaccare le condotte del soggetto, e spesso determinare insuccessi. Proprio il rapporto fiduciario verso se stessi che viene sollecitato nelle tecniche di autoipnosi e, sul piano più profondo, la comunicazione con il nostro inconscio, sono gli elementi più importanti che intervengono a “curare” la mancanza di fiducia in se stessi, oltre alla esplorazione di risorse spesso rimaste sepolte dalle “scorie” della vita e delle nostre reazioni negative.

L’Atelier di Drammaterapia LiberaMente, per la stagione 2009-2010, promuove una Corso di Addestranmento all’Autoipnosi con la sponsorizzazione scientifica della Soc. It. di Ipnosi Sperim., Cli & Applicata. La Direzione scientifica del corso è affidata allo psichiatra e psicoterapeuta E. Gioacchini, esperto nel campo e con una esperienza trentennale di clinica ed addestramento nel settore. Il corso si rivolge a tutti coloro che desiderano sperimentare un training di autoipnosi per risolvere timidezze ed inibizioni comportamentali e che non necessitano di una psicoterapia specifica; ma è anche aperto alla frequentazione di medici –psichiatri e psicologi clinici- e personale sanitario coinvolto nella relazione di aiuto che desidera acquisire una migliore conoscenza degli stati modificati di coscienza e del loro utilizzo nella relazione con il paziente.

Info e prenotazioni al 3403448785 -ore pasti- o via e-mail a info.atelier@dramatherapy.it

Foto: Mesmer in una illustrazione che lo ritrae in una applicazione di "magnetismo animale"
Charcot durante una lezione agli studenti alla Salpetriere di Parigi, mentre dimostra e
discute la fenomenologia ipnotica durante una induzione su un soggetto volontario

Illustrazione ipnotista e "fluido ipnotico" verso un gruppo di soggetti

sabato 19 settembre 2009

DRAMMATERAPIA, IL RINOCERONTE DI E. IONESCO, Pagina del diario di Berenger


Una pagina a caso di questi giorni...

Daisy..! Quanto mi intriga il fatto che ci sei, che possiamo corrisponderci, che con le parole possiamo sentirci vicini. Ormai mi sono allontanato dalle rive di quel dolore che tanta angoscia ci ha fatto vivere. Quella strana malattia che deformava il corpo e la personalità degli individui e che abbiamo visto colpire le persone a noi più care assistendo, quasi impotenti, ai travolgenti avvenimenti. Io oggi le cose sono cambiate, conduco una vita moderata e, con i nuovi interessi che ho, riesco delle volte a toccare il cielo. Tuttavia, quella nube grigia a volte appare nei giorni più scuri, minacciosa e piena di pioggia quasi a voler ostentare una potenza maggiore del sole. Non debbo scoraggiarmi, non dobbiamo scoraggiarci com'è successo per quelle bestie; la solitudine, il dolore, l’angoscia non avranno la meglio sulle nostre capacità date dai nostri sentimenti più profondi. Ne sono sicuro. (ROMEO)

martedì 15 settembre 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Daisy risponde a Berenger 2

Caro Berenger, sono felice di ricevere la tua. Da quando ci siamo ritrovati mi sento piena ... di ricordi che conservo gelosamente dentro me. E’ tutto un rifiorire come la foto che tu custodisci. Sono il segno evidente che la primavera dell’amore, quando sboccia lascia un segno, un ricordo, che niente e nessuno può annullare. I fiori con il sole sono splendidi perché veri, meravigliosi come la vita, l’amore ed il tuo grande affetto. Vedi Berenger, con te ho ritrovato una parte di me. Perdonami se in questo momento sento di comunicarti un mio bisogno. Penso che nessuno è mai stato tenuto a piangere o a soffrire in solitudine, ma è dalla forza emotiva che noi sappiamo trarre la capacità di invocare aiuto, anche se forse il timore del rifiuto o del ridicolo ci spinge a nascondere le nostre sofferenze. Nell’atto di sollecitare aiuto, noi esprimiamo il nostro apprezzamento nei confronti di un’altra persona, facciamo capire che nutriamo fiducia in lei che la reputiamo in grado di aiutarci in un momento di grande sconforto. Un sano bisogno di te è importante espressione di amore, di amicizia, e di …. La foto che mi hai spedito mi ha fatto pensare a due persone in comunione tra loro seduti in riva al mare, tenendosi la mano, lasciandosi accarezzare il viso dalla dolce brezza del vento, abbandonati al sogno…
Un affettuoso bacio. Daisy (BEATRICE)

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia




VIGNETTA PINO
BERENGER: "...sono ossessionato dalla bellezza dei rinoceronti!"
TERAPEUTA: "La bellezza... non è tutto. Esiste anche la saggezza!"

venerdì 11 settembre 2009

Teatro, Laboratorio di Drammaterapia: Berenger e Daisy, un'impossibile corrispondenza d'amore



11/09/2009 - Autore e regista dell'Assurdo, Ionesco attraversa il suo tempo acutizzando contraddizioni e senza mai cercare un compromesso. La sua storia, che aveva parlato in termini di valori dell'uomo di fronte agli orrori così tanto deprecati del totalitarismo, non permette sconti alla ingenuità dell'individuo. Quest'ultima, se praticata, può divenire incauta complice di un delitto e spoglia dagli abiti di attore l'uomo troppo stretto in quelli del nazionalismo, dell'ideologia, del conformismo... Eppure Ionesco esalta l'idividuo ed in esso crede intensamente. Nel "Il Rinoceronte", all'interno di una vicenda più allegorica che metaforica, trova tuttavia spazio un anelito alla fede nel proprio credo -differente dall'ideologia- ed alla capacità di essere interpreti ed insieme esploratori dell'amore. La storia "incompiuta" di Berenger e Daisy si intreccia e si complica con il sovvertimento politico e dei valori determinato dalla guerra e lascia un grande margine alle possibili evoluzioni della vicenda tra i due personaggi. Una lavorazione drammaterapica del soggetto permette agli attori del Creative Drama & In-Out Theatre di parlare di silenziose storie mai scritte prima.

Questo è il primo di una serie di incontri dimostrativi del laboratorio aperti al pubblico ed in programma nei prossimi due mesi.Per informazioni e partecipazione, si richiede la prenotazione scrivendo a dramatherapy@alice.it o telefonando al 335-8381627.

CORSO DI DRAMMATERAPIA A ROMA, THE CREATIVE DRAMA & IN-OUT THEATRE


Il CDIOT anche quest’anno riapre con un laboratorio teatrale che inizierà a settembre e continuerà con incontri serali bimensili al venerdì, sino al prossimo giugno. Attraverso l’ intervento di diversi docenti dell’area psicologico-formativa ed artistica e lo studio di testi teatrali, gli iscritti svilupperanno la conoscenza pratica e teorica della drammaterapia e della sua metodologia, così come formulata dal direttore, lo psichiatra-psicoterapeuta E. Gioacchini.



Il Creative Drama & In-Out Theatre (C.D.I.OT.), sponsorizzato dalla SIISCA (Società Italiana di Ipnosi Sperimentale Clinica & Applicata, 1988), è stato creato nel 2008 come estensione “artistica” dell’Atelier di Drammaterapia Liberamente (2006) Il C.D.I.OT., infatti, nasce all’interno dell’esperienza triennale dell’Atelier di Drammaterapia Liberamente, fondato e diretto dallo stesso professionista. Mentre l’Atelier ha lo scopo di divulgare concetti e metodologie proprie che si riferiscono ad una originale individuazione teorica e pratica della Drammaterapia e del processo drammaterapico, nei suoi vari contesti applicativi, il C.D.I.O.T. ne costituisce la naturale evoluzione artistica, come vera e propria forma di Teatro.




Per informazioni ed iscrizioni ci si può rivolgere alla segreteria del CDIOT al Tel 340-3448785 Fax: 06-86211363/70

martedì 8 settembre 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco, Pagina del Diario di Berenger 1

Sono passati cinque anni dalla fine del conflitto, poco meno dalla fine del Grande Processo e di quelli…Secondari. Berenger non si dà pace. Ha scritto del suo amico Dudard, ma la guerra ha continuato a scrivere in lui un penoso diario che in qualche pagina trova forma scritta, sul comodino, al risveglio di molte notti affatto tranquille. Agli orrori della guerra, del totalitarismo, quelli di un processo che ha avuto bisogno di forzare la verità a costo di torture, di camuffare i vincitori in “boia” intrisi di nazionalismo, di fare sperequazioni di luogo e modalità di giudizio tra troppi uomini giusti.

Robert Jackson, chief US prosecutor at the Nuremberg Tribunal, listens to the proceedings. He privately acknowledged that the Allled governments conducting the trial were guilty of the same crimes they accused the defendants of committing. In a letter to President Truman, he confided that the Allies "have done or are doing some of the very things we are prosecuting the Germans for" (Journal of Historical Review)

Apriamo una pagina del suo quaderno, è l’otto settembre del 1951, l’ultima pagina scritta, con dentro l’ultima lettera di Daisy. Appartiene alla sera prima e deve averla scritta di getto, una tentativo di purgarsi del passato o piuttosto di tenerlo stretto come la sua vita… (director)


@ Gianni, gli uomini-rinoceronte

"Continuo a girare per le vie della città e guardo…Posso toccare con mano il dramma della devastazione provocata dagli uomini-rinoceronte, e odo ancora i crolli delle case e le grida delle persone terrorizzate dagli eventi sempre più sconvolgenti. E il dramma dei giorni che seguirono, a contare i morti, procurarsi il cibo, trovarsi un rifugio e, soprattutto guardare impotente la disperazione delle persone che aspettavano il ritorno dei loro cari.

E le solite domande si affacciano prepotenti come sempre in questi ultimi mesi…
Come ha potuto, la razza umana, essere così assurdamente priva di coscienza? Davvero siamo tanto fragili? E’ possibile che quel virus invisibile della propaganda abbia colpito così profondamente il genere umano? Possibile che non c’è freno alcuno alla follia devastante della prevaricazione tra esseri umani? Diverse etnie, religioni, colori, idee, parole, storie, sono scintille capaci di accendere la santabarbara della rabbia repressa, dei sogni di potere, delle follie di alcuni che si fregiano di titoli e ruoli, si definiscono “Capi”, “Guide”, “Leader”, “Liberatori” per trasformarci tutti in carnefici persecutori senza più remore, cinici esecutori di innominabili nefandezze!!!

Sono arrabbiato!! Incazzato nero con me stesso per non aver fatto abbastanza, e verso la razza a cui appartengo, che si definisce intelligente e “superiore”. Se è questo il mondo a cui devo appartenere dico NO!!
Signori Leader vi ringrazio, ma rifiuterò la vostra offerta di “finta-vita”. Non vi seguirò in questa follia. Non voglio assoggettarmi a voi e i vostri giochi di potere, le vostre multinazionali finanziatrici di guerre e carestie, le vostre banche-strozzinaggio, le vostre pubblicità menzognere e tutto quello che volete farci credere, per i vostri vagheggiamenti di onnipotenza.

Cercherò di star fuori da questo gioco al massacro.. Da questo mondo di cloni senza coscienza.. Proverò a farlo.. Tenterò di mantenere un pizzico di lucidità, conserverò i principi e i valori che mi hanno sempre guidato, cercando aiuto tra coloro che la vedono come me.. Cercherò..
Di una cosa sono certo: Mai contro la mia coscienza..."

Foto: Photograph of the defendent's box at the Nuremberg Trial. Göring and Hess are in the front row, extreme left. Photo from the National Archives.

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco, Daisy risponde a Berenger 2


Mio dolcissimo amico, ricevo la tua con immenso piacere e sprofondo nei ricordi fino a soffrirne.
Ho sperato, mi ero illusa, che tutto potesse tornare come prima, ma tu mi confermi che il nostro cambiamento è ormai una valanga senza freno che tutto stravolge, in un incessante mutare di emozioni e sentimenti, in un’infinita sinusoide che governa i nostri stati d’animo, provati dalla malattia e dal dolore e così bisognosi di affetto e punti fermi…

Mi parli del buon Dudard, apparentemente più colpito di altri dalla malattia, che continua a chiudersi nel suo mondo nell’incapacità di affrontare un futuro troppo incerto. E se la sua fosse solo paura? E se la solitudine di oggi, fosse per lui peggio della malattia del passato?
In fondo molti di noi nei panni dei rinoceronti ricoprivano ruoli importanti, avevano potere di vita e di morte su tanti altri, rinoceronti e non.
Il passato e le sue pesanti valigie, il futuro e gli obiettivi lontani, a volte irraggiungibili, non è forse questo il dramma di tanti esseri umani? Non è Dudard che alberga in noi e ci rende a volte così distaccati e immobili, muti testimoni della nostra sofferenza?

Bella la tua foto. Vorrei essere capace di lasciarmi trasportare dal vento e dalla spuma del mare, senza aspettative e speranze, fonte di delusioni e frustrazioni, senza pensieri e paura di perdermi, ma nemmeno questo mi è permesso. Troppo razionale..
Il rammarico per ciò che poteva essere e non è stato, è ancora presente in me. Spero che il tempo mi aiuti a superare questa drammatica prova. Ti voglio bene.. Daisy (GIANNI)
Foto: Rhinoceros, Time of Trasformation, CDIOT 2009

lunedì 7 settembre 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger risponde a Daisy 1

Cara Daisy, ricevo la tua ed i pensieri si affollano su incognite future e precipizi trascorsi, mi dici molto ed insieme poco di te. Identico l’amato slancio che conosco e mi rasserena certamente sapere che stai bene e che nella tua memoria vi è spazio –ma come potrebbe non essere?- per quanto siamo stati. Una vita differente, con altre regole –se una regola allora poi vi fosse…chissà…- ha attraversato la nostra come quella di tutti.

Nei mesi passati ho raggiunto il mare, quello dal quale è giunta la Liberazione. Ho trascorso molto tempo con quello spettacolo di libertà che l’acqua regala, certamente più grande di quanto gli uomini a volte possano fare. Ti allego una foto. L’ho scattata io stesso, vento e mare e certamente…il mio ombrellone!

Sai, ho rivisto Dudard…come credo di averti accennato, non si è mai più ripreso. Penso che la sua apparenta tolleranza di allora, per quanto accadeva e delle reazioni di tutti noi, abbia invece nascosto in impatto che il tempo ha rilevato devastante. E’ così che accade, almeno alcune volte, come dice il mio analista...i traumi…la forza la prendono non solo da quanto avviene, ma dal nostro carattere, da quanto già avvenuto in altre circostanze. Si, credo che Dudard fosse un uomo che soffriva, ma non lo dava a vedere, sempre disponibile a dare consigli ed ad aiutare. Ho cercato di parlarci per due volte, ma graziosamente ha declinato l’invito, ammutolendosi subito. Ora fa un altro mestiere, aggiusta tubi. Deve essere un mestiere che gli regala quel silenzio prolungato con le sue mani ed i suoi occhi che forse ricerca e questo, forse, deve aiutarlo in qualche modo a scansare la realtà…quella è stata troppo crudele con tutti.

Ma veniamo a noi. Ho piacere di corrispondere con te, ma comprendo che le geografie dentro di noi sono più veloci delle zolle del nostro pianeta, si spostano velocemente, cambiano e lasciano spesso solo nell’archivio dei ricordi quanto avvenuto e già sentito e provato. Io ci sono ed in una terra che non chiede difese, ci sarò sempre. Auguri per tutta la tua vita. Ti abbraccio con immutato affetto. Berenger


Foto: Dramatherapy, Seaside, CDIOT 2009

domenica 6 settembre 2009

Atelier LiberaMente, venerdì un laboratorio a passo di danza...

@ Beatrice

Venerdì sera è stato bello ritrovarsi, anche se tutti noi abbiamo avvertito l’assenza ed il vuoto di qualcuno che mancava, che non farà parte del nostro cammino. E’ sceso un velo di malinconia sulla parte iniziale dell’atelier, per fortuna spezzata dall’ironica simpatia del nostro director. Dicevo bello rivedersi tutti noi. Ognuno con un pezzetto della nostra vita, con una scoperta del nostro io che ha lavorato, che continuamente vuole raggiungere l’obiettivo prefisso. Ho percepito tanto: amore, delusione, speranza, forza. Abbiamo lavorato sul nostro corpo interiore e fisico verbale e non. Quanta verità ritroviamo in tutto: cose assopite, dimenticate per vari motivi. Il nostro corpo ci rappresenta anche se spesso non l’ascoltiamo, abbiamo paura. Mi accorgo di quanta espressione continuamente noi trasmettiamo, comunichiamo. Libertà e coraggio hanno sprigionato in me i movimenti ultimi della serata. Ho avvertito di lottare, sconfiggere e vincere nella libertà che voglio e spero possa fare parte del mio io. La liberta: sentirmi svincolata da tutto quello che di pesante e torbido addolora la mia anima. Un grido liberatorio mi suggerisce spesso: basta! Vorrei, liberarmi e librarmi nelle piccole felicità che ogni giorno ci regala, sognare, guardare spesso il cielo che ci protegge con il suo luminoso e fiorito di stelle, ci racconta che la vita è stupenda e ci invita tutti a volare, ballare, vivere, amare, nei gesti , nei movimenti negli incontri nel sorriso di tutti i giorni.
Grazie a te caro Director, ci accompagni nella danza della vita…

venerdì 4 settembre 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia

Caro Berenger, ho raccolto la tua dal servizio postale e aprendola il mio cuore ha avuto un sussulto. Sapere che ci sei, che posso ascoltare la tua voce mimata sulle mie labbra mi ha entusiasmata.
Vivo da poco a Fresse, una cittadina non molto lontana dalla tua. Oggi sono felicemente sposata e quei barriti sono soltanto un lontano ricordo. Ho molto piacere di sentire che hai smesso di bere, almeno per la tua salute. Ma vorrei sapere altro di te e di come vivi. Scrivimi ancora e se ne hai voglia potremmo un giorno incontrarci. A presto.

Daisy (ROMEO)


Foto: Rhinoceros Disease, Neuronal Disruption 1, CDIOT 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia

Ed eccomi qui a risponderti mio caro Berenger, insieme ad una amica, con cui io mi confido. Si mi sono sposata ,ed ho iniziato questa nuova avventura, non sapendo dove mi porterà. L'unica cosa che so è che ora sono serena, senza angosce, piu libera di percorrere questo pezzo di strada con mio marito. Quanto sarà lunga non so e ne dove mi porterà. Comunque sorrido e questo mi crea gioia e forza per affrontare le difficoltà della vita.
Un abbraccio Daisy (SPARTACO)

Ps: spero che tu possa trovare la tua strada, perchè tutti ne hanno il dovere ed il diritto

Foto: Rhinoceros Fragments 38, CDIOT 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia

Caro mio! Caro Berenger! Sono lieta di ricevere tue notizie dopo tanto. Ho impiegato un po’, prima di iniziare a scrivere. Come tu dici …”un tempo infinito”: hai profondamente ragione!Improvvisamente i ricordi, il tempo in cui le nostre vite erano vicine e anche il nostro cuore. Questo cuore che aveva iniziato a palpitare ma che ha dovuto fare una scelta: cioè quella di ricercare l’altro. Io e te! Non sarebbe bastato a riempire il senso della vita. Tu sai che il senso di solitudine provoca l’ansia. Essere soli significa essere indifesi, incapaci di penetrare attivamente nel mondo circostante. Per me si è trattato di superare la solitudine e raggiungere l’unione e poter far parte del gruppo “rinoceronte”. Penso che se non avviene una trasformazione completa, si rimarrà gli stessi di sempre; si ha bisogno di chiarezze e consapevolezze. Vedi Berenger, tutti noi siamo spesso chiamati a scindere la parte razionale dal nostro essere, il nostro vivere consapevole dalle emozioni, dai vissuti, dai sentimenti più profondi e nascosti, quasi dovessimo vergognarci dei moti interiori, delle vibrazioni dell’anima, della commozione, della gioia o della paura. Quasi alludessero ad una debolezza dello spirito piuttosto che ad una ricchezza delle potenzialità umane di percepire gli eventi (Carotenuto sottolinea come i sentimenti siano alla base non soltanto del nostro vivere soggettivo ma anche e soprattutto nel nostro agire relazionale costituendo il legame tra la nostra anima ed il nostro corpo). Perdona la mia vena psicologica ma sappi che nella mia vita sono cambiate tante cose. Si! sono sposata con un uomo speciale che mi ha portato a conoscere gli strati interiori. Un abbraccio affettuoso.
Daisy (BEATRICE)

Foto: Rhinoceros Fragments 37, CDIOT 2009

Drammaterapia. Il Rinoceronte di E. Ionesco: Daisy risponde a Berenger


Mio caro, ti scrivo questa mia e, come uno scrigno che l'avvolge, l'affido al tempo custode e difensore dei ricordi. Sono trascorsi svariati mesi dal giorno che mi "ammalai"e dopo aver vissuto, dopo esser stata travolta da una non umanità, mi chiedo come posso tornare indietro. Come si può non sentire un urto in tutto ciò che è accaduto!? Come si può dire che tutto tornerà uguale!? Semplice... non si può!
Non si può dimenticare ciò che è accaduto. Non si può. Ma bisogna ricordare e raccontare l'irraccontabile. Prendere coscienza di se stessi, trovare la forza e l'umiltà di riconoscere i propri sbagli, per capire ed assumere la misura della nostra dimensione umana. Può essere questo, l'inizio di una riflessione profonda, di un vantaggioso processo la cui sintesi finale non può che essere la ricerca dei mezzi e strumenti per essere una persona nuova. In questo periodo di ricostruzione, ricostruisco me stessa, cercando dentro di me i sogni di quant'ero bambina. Vivo a Vichy in Alvenia, portata quì dagli eventi, ma solo ora "che sono guarita", apprezzo la bellezza di questi luoghi pieni di sole,colori e profumi. Quì ho conosciuto Adrien, uomo dolce e gentile. Mi dà tanta forza e serenità. Lo amo. Grazie a lui se sono guarita. Domani ci sposeremo. Ma prima, voglio dirti tutto quello che ho provato per te in questo lungo, lungo tempo. Ho camminato in questi mesi con la testa piena di te, con il ricordo di quei baci che mi regalavi, del tuo sorriso che illuminava le mie giornate e del tuo abbraccio che mi dava energia. Una vita sola non basterebbe per dimenticare la nostra storia che è qualcosa di prezioso nella mia vita e che conservo nel mio cuore. Tra qualche mese ci rincontreremo, perdonami se non ti guarderò negli occhi e non ti dirò tutto cio che ho scritto ma...non avrò il coraggio di farlo, non potrò mai guardare ciò che ho lasciato, fa troppo male. Sono sicura che tu non ti sei arreso a loro, ma hai lottato per la tua umanità. Ricordo ancora le tue parole prima dell mia malattia, "Salviamo il mondo! Fallo per me, Daisy. Salviamo l'umanità". Ma io, stupida, ho seguito loro e non te....Quanti rimpianti. Quello che è stato, oramai, lo lasciamo al tempo. Sarebbe bello rincontrare e riabbracciare i vecchi amici e colleghi, Jean, Dudard e tutti ghi altri..., li ricordo con affetto. Ripenso ancora i luoghi della mia infanzia e del tempo della spensieratezza, vivo del loro ricordo.
C'è una lacrima che riga questi ricordi accompagnata dall'emozione e dalla gioia per il mio domani. Oggi, sono una donna diversa che va incontro alla sua felicità, lasciandosi alle spalle il senso di quello che è stato. Mio caro e dolce Berenger, spero che tu sia felice, te lo auguro immensamente. Gli eventi,purtroppo, ci hanno divisi ma il ricordo ci terrà per sempre uniti.
Un abbraccio, Daisy (CARMEN)
Foto: Rhinoceros Fragments 36, CDIOT 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia

Carissino Berenger, proprio in questo ultimo periodo di speranza e di rinascita, dopo giorni di follia e di caos, ho ripensato a te, non aspettavo e non speravo in una tua lettera, ma il riceverla mi ha reso felice. Per un momento ho ritrovato quella sensazione di tenerezza che non assaporo da tempo, la verità è che rimando questa lettera da molto tempo, i sensi di colpa mi rendono pavida e lontana. Non sono forte e non sono giusta, come ti ho già ben dimostrato, per queste ragioni non sono più tornata nella nostra città, neanche per un momento ho avuto il coraggio di affrontare la verità e i miei errori. Perdonami per i toni cupi e amareggiati, ma colgo l'occasione per spiegarti a modo mio quanto mi dispiaccia di non aver avuto il coraggio ne di affiancarti quando avrei dovuto, ne, successivamente, di cercarti di nuovo, tanto era l'imbarazzo e il rimorso che tuttora provo.
Di nuovo come vedi tento di dar pace alla mia coscienza con parole, non fatti, ti domando ancora scusa, avrei potuto rispondere alla tua dolcissima lettera con un'altrettanto dolce e distaccata parodia delle mie, lasciando scivolare tutto il mio e il tuo dolore dentro, senza neanche degnarlo di nota, ma almeno questo te lo devo, sincerità e scuse, almeno per una volta; del resto se non imparassimo dagli errori saremmo bestie disumane. Sono ingenua e sciocca forse, ma credo che tutti possano avere una seconda occasione, come ce lo dimostrano i fatti. Berenger, dolce Berenger, io non ti dissi bugie quel giorno, nella tua camera, come avrei potuto farlo? Il mio errore è stato e sarà sempre la paura, se avessi avuto anche solo una piccola parte della tua fermezza d'animo e della tua tenera umanità ti sarei rimasta accanto.

Leggo spesso la tua lettera, forse non aspettavi una risposa così sentita, o non aspettavi affatto una risposta, ma sappi che, nonostante la distanza che ci divide, io rifletto, mi pento e desidero rivederti; solo con te ho, per un attimo, assaporato una sensazione diversa dalle mie insipide abitudini, vorrei rinascere davvero, anche solo per una volta.
Daisy (VALENTINA)
Foto: Rhinoceros Fragments 35, CDIOT 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Daisy risponde a Berenger

Caro Bérenger,
ero certa che non m’avresti più ritrovata. Invece, appena cinquanta miglia ci separano: sembrano cinquant’anni di dormiveglia, in attesa d’una carezza divina.
Se tu mi scrivi, ora dormiamo, perché domani è vicino. Basta che io cammini negli anni imperdonati, raccogliere ciliegie di stagione, e con piedi nudi strusciare la pelle dei papaveri, petali dall’anima nuova e nuvole… tra l’umida terra levigata di speranza.
Ti porterò velluto rosso, ciliegie floreali e vino d’annata. Brinderemo, bruciando gli archivi dei ricordi, e... il destino smetterà di nascondersi, se ancora mi ami!
Lo saprò domani. Prima che ti arrivi questa mia, racconterò sottovoce come un uomo e una donna credono ancora di essere fermamente se stessi: lui, immutato. Lei, mutata per guarire sudari d’ogni tempo vissuto.

Cosa è successo, ti chiederai?
I miei vecchi compagni rinoceronti volevano la mia presenza, portando come sigillo d’alleanza la rinuncia all’amore. Dovevo unirmi alla forza del branco, perché in quella forza aggregante riconoscessi tutta la mia e la loro debolezza.
Tu hai mai compreso che eravamo destinati alla rinocerontite? Jean, in un momento di fuggiasca lucidità, si convinse che era l’unica via per risanare conflitti, affrontare l’irrisolto, farsi portatori di un sé rinnovato, aperto, in armonia col mondo.

Avrei abbandonato la donna che ero, inutile, banale; e ne avrei preso coscienza – proprio come Jean, Dudard, Papillon avrebbero recuperato un altro Jean, Dudard e Papillon migliori…
Bérenger, amore mio, siamo andati incontro all’epidemia affinché ci curasse… Eravamo troppo malandati per definirci umani; così seriali, accondiscendenti, vuoti: senza identità… Ah!, le nostre pubbliche virtù divenute inesorabili vizi! Tutti insieme a ingoiare polvere, sino ad otturare i polmoni.
Addomesticati prima. Addomesticati poi. Tra eccessi e malanni, malati d’una malattia sorda… eppure credevamo nella memoria. E faceva male… Ci sentivamo perduti a noi stessi… Da rinoceronti non riuscimmo a ricordare la nostra scomparsa da umani. I nostri corpi erano spariti! Insieme ai corpi, le nostre responsabilità.
Ci obbligammo alla memoria, pietà non acconsentita.
Dovevamo vivere la malattia sino in fondo. Azzerare tutto, e poi rinascere.
Forse ritrovammo la ragione nel momento in cui perdemmo il passato. Guarimmo nel momento in cui la corazza cadde a pezzi, mentre percorrevamo il presente con fatica e paura.

Trovammo macerie, detriti, cadaveri, fili spinati… Non ne sapevamo nulla.
La corazza cadde quando ci raccontarono della Guerra.
L’orrore, in noi. La memoria. La consapevolezza. Il dolore. La pelle nuda.
E, infine, le mani. Scavare la terra con le mani per seppellire i nostri resti.
Com’è la mia nuova vita, Bérenger?! Sono veterinaria, curo gli animali. Sono abbastanza serena…
La tua Daisy non ha mai smesso di amarti, sai! Neanche da pachiderma! Desidera riaverti, ritrovarti. E ritrovandoti, riuscire a perdonarsi… almeno un po’.
Daisy (NINA)

Foto: Rhinoceros Fragments 34, CDIOT 2009

Drammaterapia., Il Rinoceronte di E. Ionesco: Daisy risponde a Berenger

Caro Berenger, ho ricevuto la tua lettera in ritardo, ma ti assicuro che il piacere di leggerti è stato immenso.
Come ben sai, il processo che ha coinvolto me e i tuoi colleghi di lavoro, nonché il tuo amico Jean, ha avuto sulle nostre vite un effetto devastante, perché all’onta della vergogna si è aggiunta, con il regredire della malattia, la presa di coscienza per i fatti avvenuti. E’ vero che a causa del virus che ci ha colpito agivamo in uno stato di incoscienza, ma è altresì vero che le azioni compiute hanno lasciato segni indelebili, in me e negli altri, nonché nelle vittime di questo disastro.
Ho capito ormai che non riusciremo a dimenticare e penso con rammarico all’ultimo giorno che ci siamo visti e parlati, a casa tua.
Se solo avessi avuto un po’ di coraggio! Se avessi dato ascolto al mio cuore, negando con forza quella voce imperiosa che mi induceva a seguire i rinoceronti!

Quante volte ho fantasticato, chiusa nella gabbia degli imputati, sulla vita che avremmo potuto costruire se ti avessi seguito..
Ma troppo peso ebbero i dubbi, troppi i ricordi di te ubriaco, sconclusionato, sbandato, ritardatario, nella breve relazione che ci unì, donandoci ardore ed esaltazione, ma, nello stesso tempo paura, di perderci in quel sentimento che chiamavamo AMORE.
E poi lo sconforto, l’impari scontro con il mostro della malattia, la voglia di lasciarsi andare trascinati dalla corrente.
Non cerco giustificazioni, porto il peso del passato e lo porterò sempre, pagherò il mio conto con la giustizia, e cercherò di ricostruirmi una vita. Però sono cresciuta. Non più ragazza provinciale e superficiale, ma donna attenta e consapevole, alla ricerca di serenità e punti fermi.
Ho un po’ paura a confessartelo, ma uno di questi potresti essere tu, sicuramente diverso, ancora più vero, l’unico uomo con cui posso pensare di condividere il futuro. Se lo vorrai potrai continuare a scrivermi, potrai incontrarmi e potremo capire se veramente siamo fatti per stare insieme. Il passato era offuscato da troppe negatività, oggi potrebbe essere l’inizio di un nuovo giorno..Lo spero tanto.
Tua Daisy (GIANNI)

Foto: Rhinoceros Fragments 2, CDIOT 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Daisy ripsonde a Berenger

Vi ricordate...?

Diversi mesi dopo il grande Processo, mentre le storie degli uomini sono diventate diverse strade che come formiche essi si affannano a rivedere eguali -e qui si smarriscono, quasi alla ricerca del dolore che le ha spazzate via...-, Berenger scrive a Daisy. Non risiedono più negli stessi luoghi, non sappiamo chiessi ora siano veramente.

"Cara Daisy,questa mia ti arriva dopo un tempo infinito ed in fondo non sono nemmeno tanto sicuro che possa raggiungerti… Sarò lieto di ricevere da te, se lo vorrai. Mi trovo a Belfort, nella Franca Contea, oramai da quindici mesi dall’epilogo di quel processo che della storia ha scritto pagine di riscatto; ma brutte e piene di angoscia per noi che l’abbiamo vissute. Seppi dal buon Dudard che anche tu ti riprendesti dalla “malattia”… e senza postumi. Fortunatamente. Tutti noi siamo cambiati, in un tempo diverso che difficilmente può accoglierci. Egli, invece, purtoppo, ancora ha la cicatrice di zoccoli difficili da far sparire ed il cui rumore risveglia quello avvilito di un’anima oramai molto trasformata, troppo... Suona l’organetto e regala fogliettini con buoni auspici ai viandanti, così numerosi in quest’epoca di rifacimento.Io ho smesso di bere, ma non so se fosse più spensierato quel tempo in cui tutto doveva ancora accadere. Mi è giunta voce che tu ti sia sposata. E’ vero? Sarei contento della tua felicità. Essa è una e siamo noi con le nostre paure a dargli costanti nomi ed indirizzi o a scapparne.Ti invio due foto, sono del tempo prima, spero tu accetti che le abbia conservate. La tua terrazza, nella stagione migliore per essa, per te, per noi. Attendo un tuo cenno.Un abbraccio, il tuo Berenger ".

Ora Daisy risponde a Berenger, con lingue diverse, dal nocciolo di anime differenti, voi...

Caro Berenger,non sai quanto piacere nel ricevere tue notizie! Una sensazione gradevole di quiete dopo una tempesta. Perchè una vera tempesta sono stati gli anni che abbiamo vissuto. Ricordi come mi sembravano belli i rinoceronti, come li vedevo danzare, come il loro canto era per me irresistibile, simile a quello delle sirene di Ulisse? Chiedi mie notizie: sì, mi sono sposata ed ho due figli (due maschi), una vita tranquilla, agiata, quella che insomma credevo di volere, o forse, come dici tu, erano le mie paure a farmelo pensare. Gli eventi, quanto di catastrofico è successo, ci hanno profondamente cambiati, ci hanno reso vulnerabili coriacei al tempo stesso, ma forse la vita è proprio questa. Sono felice che tu abbia ancora le foto, così come io ho il ricordo di un amore che stava sbocciando, che non ha avuto (o meglio, non poteva avere) la forza prorompente della passione e per questo così dolce, così prezioso da custodire gelosamente nel mio cuore. Questo ricordo rappresenta la forza, la potenzialità che è dentro di noi, quel qualcosa di bello che nessuno potrà mai toglierci e, nello stesso tempo, così importante per vivere: la speranza!
Con affetto, tua Daisy (GRAZIA)

Foto: Rhinoceros Fragments 32, CDIOT 2009

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia
















VIGNETTA SPARTACO
BERENGER: “Aiuto mi sono perso"
TERAPEUTA: “Ok partiamo… nuove strade

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia








VIGNETTA CARMEN

BERENGER: "Difendendo me stesso realizzerò il mio Sogno"
TERAPEUTA: "...ciò che conta non è il Sogno che si realizza ma...cosa ne farai di quel Sogno che si è realizzato!?"

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia








VIGNETTA FRANCESCA

TERAPEUTA: "Se dovesse pronunciare la battuta conclusiva del suo dramma personale, quale sarebbe, d'istinto, la frase che troverebbe più adatta ?"
BERENGER: "Io Sono... il Mondo è "

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia



VIGNETTA NINA

TERAPEUTA: "Lei è un uomo vero o sincero?"
BERENGER: "Verità non è sinonimo di sincerità... e viceversa"

Drammaterapia, Il Rinoceronte di E. Ionesco: Berenger in Terapia


VIGNETTA DI GIANNI






















TERAPEUTA: “La smetta di lottare!
BERENGER: “Non lotto sono me stesso!

Drammaterapia, Il Rinoceronte di Ionesco: Berenger in Terapia














E' finita la guerra, quella fuori. Dentro le persone -e per più di una generazione- continuerà un silenzioso conflitto/confronto tra il prima ed il dopo. Berenger ha resistito alla "Ricerontite", eroismo, virtù, possibilità, fortuna...decide comunque di andare in terapia. Lo abbiamo visto nell'ultimo laboratorio, lacerato più dall'incomprensione di se stesso che degli altri. Il processo drammaterapico già avviato oggi esplora con delle vignette le vostre sincretiche rappresentazioni di un possibile scambio di battute all'interno di una seduta, sul lettino, la condensazione di quanto percepito ed elaborato durante l'incontro.
VIGNETTA VALENTINA

TERAPEUTA: “La solitudine la ucciderà!
BERENGER: “CHI se ne frega, faccia pure! Sono qui ad aspettarla, se l’alternativa è camminare a quattro zampe per tutta la vita!!

DRAMATHERAPY WORKSHOPS (2004-2009)

Ciclo di Conferenze-Dibattito 2010, aperte al pubblico

organizzate dall' Atelier di Drammaterapia Liberamente -h. 20,00,in sede-

-09 aprile, Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio
-07 maggio, La lezione di Grotowsky + Laboratorio
-04 giugno, la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio
-02 luglio, l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre
(nuova programmazione a settembre)

Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. I seminari e le conferenze -a carattere educativo e divulgativo - sono indirizzati ad pubblico non professionale, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici e psicologi La partecipazione agli incontri è gratuita, su prenotazione alle pagine del sito o telefonando alla segreteria scientifica, tel. 340-3448785 o segnalandosi a info.atelier@dramatherapy.it

COMUNICATI STAMPA