@ Director
As mind master of the CDIOT, this gives me the opportunity to open a discussion on the fascinating Mind's Creative Processes and the Theatre. So I invite you to join our community, getting it prestigious, because it will be built with your intuitions and questions, meditation and inner answers. This is the place where you can use the freedom to express your doubts and you ideas, sharing with the others the research of your way. The Mind is a living miracle, available better than we could immagine; the theatre is a powerful tool to get deeply its power! But what beyond our discussions?
Prepare for becoming part of a new way to discuss with your right emisphere.
Explore the real power of hypnosis, dramatherapy and cinema-dramatherapy and get away its magic and false misconceptions.
Work nicely with us to create our friendship and the warmth of our curiosity and mind’s exploration.
Learn, enjoy and get excited!
Help yourself adapt to altering life-style changes..if there’s one constant in our life today it’s change; from every direction and faster than ever.
Let’s make the dream a reality...and much much more! Contact and interface with our staff; psychiatrists and psychologists will help you to get your life better!I’m just looking forward to seeing your messages here!

"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard

venerdì 16 gennaio 2009

Camminare Ad Occhi Chiusi

Quando si lavora con la nostra psicologia, tutto ciò che si osserva è sempre relativo alle condizioni in cui ci siamo posti, alle nostre motivazioni ed attitudini, alla nostre stessa attività critica su quanto si sta svolgendo. Esattamente come per l’espressione artistica, che non prevede certo risposte e traguardi univoci, ma è il risultato di un incontro tra fattori personali e la rappresentazione –sempre semantica- della realtà. Come per modellare un vaso, dipingerne la superficie, anche per la sensibilità ad accedere ad una esperienza introspettiva, esiste una naturale attitudine, più o meno intensa, ma comune a tutti gli individui ed alla quale si può essere addestrati. Un limite è comunque presente in tutte le attività umane, che si tratti di sollevare dei pesi o di osservarsi dentro: la fatica che conduce alla stanchezza, che riduce la performance.
Siamo essere fatti per essere integrati; il prezzo che paghiamo per esserci “distinti” dalla materia informis è quello di un costante controllo della realtà, perché questa non ci prevarichi facendoci tornare prima del tempo allo stato di quiete “inorganica”! Essere vivi è quindi per definizione il limite della “libertà”; come un ciotolo può fare, noi non possiamo rotolare da una galassia all’altra senza interrogarci sulle tre famose domande…Pronti alla difesa o all’attacco, con una delega poderosa a meccanismi automatici, siamo incappati in quel meraviglioso e “divino” incidente di percorso che è l’autocoscienza. Orgogliosi della “costruzione sociale”, quale proiezione della mente che nasceva, siamo consapevoli della nostra fatica
E veniamo all’Atelier, al nostro lavoro a full-immersion… che ti sottrae alla quotidiano gioco delle parti, per aprire nel luogo del “teatro” gli strumenti della comprensione e del cambiamento. L’analogia tra il teatro e la vita non è nostra. Il teatro è nato per questo, l’estensione rappresentata di quanto di teatricamente già avviene vivendo. Rappresentiamo il mondo con i nostri sensi, conoscendolo e modificandolo e probabilmente il primo abbozzo di coscienza dell’Io, di consapevolezza cosciente, avvenne nelle rappresentazioni di progenitori che volevano comunicare tra loro, ancora in assenza di un linguaggio elaborato. Corpi, salti, suoni gutturali, soffi ed una mimica totalmente affettiva descrivevano “suggestivamente” qualcosa di dentro fuori: il “drama”. Poi, divenne teatro.
E veniamo allo scorso incontro. Hai “giocato” con i tuoi “amici”, li hai vestiti di tuoi parenti, genitori, conoscenti , e -per ricollegarci agli ultimi due post- hai fatto un salto oltre l’”orizzonte” e compreso che “camminare” sulle acque non è molto facile, sono ampie e profonde ed anche molto abitate! Siamo giunti all’ora “che volge il desio”, come adesso, decisamente stanchi, ma soddisfatti, completamente convinti di non voler pensare più a nulla per almeno le prossime dodici ore! Che poi è quel prezioso tempo di incubazione in cui l’inconscio lavora -a scatola chiusa- quanto hai messo dentro. Uno di voi mi ha scritto “…l' atelier...se chiudo gli occhi per pensare alla giornata mi vengono in mente tante cose. ma ad occhi aperti , come ti dicevo, ho parecchi vuoti.. adesso la cosa mi piace. mentre lunedì ero un po' spaventata perchè non ricordavo nulla ora, avendo trovato questo " metodo", penso che tutto quello che abbiamo fatto mi è arrivato dritto dritto dentro e solo abbandonandomi un po' riesco a riprovare quelle sensazioni e a ricordare ciò che abbiamo fatto”.
Il director si aggira tra di voi, funzionano solo i suoi passi e lo sguardo, non parla. Ancora non avete appreso che una delle tecniche migliori per attivare un hypnodrama è la sorpresa; non si chiede al vostro cervello sinistro di funzionare, ma allo stato di vigilanza che tuttavia lotta con un po’ di stanchezza. Poi egli parla: “Sapete…possiamo accettare di essere stanchi, si, possiamo accettarlo; del resto si è lavorato e non c’è cosa migliore che abbandonarsi ad uno stato di piacevole stanchezza –mentre le sue braccia si allargano a stiracchiarsi socchiudendo un poco gli occhi-. Anzi, possiamo perfino utilizzare questo stato –la stanchezza aggira le resistenze-…persino sfruttarlo…” viene detto che il prossimo esercizio "sfruttera" la stanchezza acquisita (!) per essere eseguito, su quella costruirà piacevolmente il suo percorso…ad occhi chiusi. In un'era dove dovremmo imparae a riciclere intelligentemente tutto, anche le risorse si prestano a questo gioco. Rilassati, voi quindi lasciate che le vostre braccia si estendano in avanti, come grandi ammortizzatori verso ostacoli fantastici ed i vostri occhi lentamente si chiudano. Camminare Ad Occhi Chiusi è il titolo dell’esperienza. Ne abbiamo parlato all’inizio di questo post, nessuno cammina nel buio, a meno che le circostanze, sfortunatamente, non glielo impongano. Ma “camminare nel buio” si presta anche alla metafora della conoscenza; chiudere l’occhio della ragione, per aprire quello dell’istinto, ed anche di questo abbiamo parlato. Evocare risorse nascoste ed in questa operazione ora la stanchezza può aiutare. Se conosci il luogo, lo hai già abitato, se procedi lentamente, se tra la punta del tuo naso e le cose di fuori –ed ad occhi aperti non sempre ne abbiamo!- vi è la distanza ragionevole e prudente delle tue braccia distese, non puoi pericolare alcun incontro minaccioso, nessuno scontro fatale…eppure. Eppure non è così; se si è molto abituati al “controllo” del mondo il lasciarsi andare, anche in un ambiente protetto sollecita ansia, più simbolica che realistica. Incontrarsi con essa e scendere a patti è il significato dell’esperienza proposta. Ora…le vostre esperienze, “naviganti”…

1 commento:

Anonimo ha detto...

cio che mi lascia sbigottito è il fatto di non ricordare molti episodi degli incontri quando mi metto a parlarne con gli altri,e la cosa che ritengo stupefacente è il fatto di vivere degli episodi nella vita cuotidiana che mi fanno avere dei flesch di tutto cio che è successo negli incontri.di conseguenza il cercare di adattarli in cio che mi capita.nel leggere cio che è avvenuto nell incontro del 16 gennaio non mi sono venuti in mente episodi particolari,ma a differenza ho avvertito che durante la lettura i miei occhi tendevano a chiudersi e le mie braccia son diventate legere dalle spalle alle mani come se fossereo un corpo a se.e forse è proprio questo il camminare ad occhi chiusi nella vita il non ricordare cio che accade ma quando serve avere una specie di luce da seguire nelle situazioni quotidiane. cesare

DRAMATHERAPY WORKSHOPS (2004-2009)

Ciclo di Conferenze-Dibattito 2010, aperte al pubblico

organizzate dall' Atelier di Drammaterapia Liberamente -h. 20,00,in sede-

-09 aprile, Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio
-07 maggio, La lezione di Grotowsky + Laboratorio
-04 giugno, la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio
-02 luglio, l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre
(nuova programmazione a settembre)

Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. I seminari e le conferenze -a carattere educativo e divulgativo - sono indirizzati ad pubblico non professionale, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici e psicologi La partecipazione agli incontri è gratuita, su prenotazione alle pagine del sito o telefonando alla segreteria scientifica, tel. 340-3448785 o segnalandosi a info.atelier@dramatherapy.it

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