@ Director
As mind master of the CDIOT, this gives me the opportunity to open a discussion on the fascinating Mind's Creative Processes and the Theatre. So I invite you to join our community, getting it prestigious, because it will be built with your intuitions and questions, meditation and inner answers. This is the place where you can use the freedom to express your doubts and you ideas, sharing with the others the research of your way. The Mind is a living miracle, available better than we could immagine; the theatre is a powerful tool to get deeply its power! But what beyond our discussions?
Prepare for becoming part of a new way to discuss with your right emisphere.
Explore the real power of hypnosis, dramatherapy and cinema-dramatherapy and get away its magic and false misconceptions.
Work nicely with us to create our friendship and the warmth of our curiosity and mind’s exploration.
Learn, enjoy and get excited!
Help yourself adapt to altering life-style changes..if there’s one constant in our life today it’s change; from every direction and faster than ever.
Let’s make the dream a reality...and much much more! Contact and interface with our staff; psychiatrists and psychologists will help you to get your life better!I’m just looking forward to seeing your messages here!

"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard

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mercoledì 23 settembre 2009

Teatro-Laboratorio di Drammaterapia, 15 ottobre 2009: Riduzione Drammaterapica del Il Rinoceronte di E. Ionesco, secondo atto.


Il Creative Drama & In-Out Theatre presenta un laboratorio aperto al pubblico sul testo del grande drammaturgo romeno, conduttore E. Gioacchini.

Attraverso il teatro dell’assurdo E. Ionesco pone in grande crisi il valore assoluto di intelligenza e coscienza, cercando di evidenziare come la prima non sia garanzia di progresso e la seconda possa perdersi attraverso i condizionamenti od i luoghi comuni, ad esempio quelli del linguaggio quando che si impoverisce della semantica.
Gli attori del CDIOT fanno attraversare questo importante messaggio nella loro performance teatrale e ne esce un drama ricco di significati personali ed universali, in un affascinante percorso di due ore di laboratorio aperto al pubblico.

Info e prenotazioni al 3403448785 -ore pasti- o via e-mail a
info.atelier@dramatherapy.it

lunedì 13 luglio 2009

Drammaterapia, la bambina-bruco

@ Beatrice
su Dramatherapy, Rhinoceros III Act, Where's the love?

Ho cominciato a leggere il tuo ultimo blog ed ho iniziato a piangere. Le lacrime scivolano senza sosta, attraverso di esse i ricordi, il dolore, l’amore. Il mio andare è trovare una bambina innamorata della luna che le regala la sua luce, illuminando i giorni bui, facendo splendere ogni cosa, argentando il suo piccolo mondo. E poi fa compagnia alla ragazza grande che soffre per una scelta dolorosa e lei e lì a lenirla e coccolarla ricordandole di essere tenace. Il calore della sua luce penetra nel suo cuore dandole la forza e il coraggio di vivere il suo tormento (l’amore). Spesso ci si nasconde dietro quella maschera che è la nostra vita, quella maschera invisibile che indossiamo per nascondere la nostra paura, la solitudine, la rabbia, l’amore per chi uccidiamo o per chi ha voluto esistere in un tempo. La bambina-bruco che nasce, vive e poi non accetta quello che la vita a volte le dà o le nega e il suo vivere è intrecciato dalla presenza di un mondo fiabesco che la trasporta in una dimensione dove è più facile accettare il male, le frustrazioni, gli abissi e cosi la principessa allevia molto con la presenza dell’amore, del bello e del sublime. Se è vero che l’amore è l’energia più grande che fa girare il mondo è anche vero che può essere forte e devastante. Vorrei aggiungere questa splendida poesia di Tagore per tutti voi con affetto.

SOLE
Il raggio del tuo sole viene su questa mia terra
con le braccia tese
e si ferma alla mia porta per tutto il giorno
per portarsi via le nuvole delle mie lacrime dei sospiri e dei canti.
Con tenero piacere nascondi nel tuo petto stellato quel mantello di nubi e nebbia
lo trasformi in fogge e pieghe infinite
E lo colori di sfumature sempre nuove.
E’ così leggero e fugace tenero, piangente e triste.
Per questo lo ami tu che sei candore e serenità.
Per questo può coprire con le sue ombre pietose la luce bianca
che pure incute riverente timore.

martedì 2 giugno 2009

"Combattiamo tutti per un Mondo Ragionevole!"

@ Elea
su "Dramatherapy, the Power of Propaganda"

Adoro Charlie Chaplin "Charlot", ogni suo film è per me un regalo che egli ci ha donato. Sono il racconto dell'essenza; di quell'essenza che è la quotidianetà, la dolcezza, la timidezza,i l sorriso che va alla vita.Un piccolo uomo buffo, ma grande nel raccontare le grandezze. E approposito di grandezze...avete mai visto il film"Il Grande Dittatore", un capolavoro assoluto nella storia del cinema che racconta la storia del regime e di Hitler in modo molto provocatorio e comico. Sono tante le scene famose dove Chaplin sbeffeggia Hitler. La più famosa è quella dove Hinkel, la parodia di Hitler, gioca e balla con il mondo sottolineando la sua pazzia di grandezza. Ma...c'è una scena, la più bella la più vera che Chaplin abbia mai fatto ed è quella finale quando Hinkel fa il discorso all'umanità. Parole stupende un vero inno alla pace, alla fratellanza e all'umanità che danno calore.

"...Non voglio fare l'imperatore.NO, non è il mio mestiere. Non voglio governare, nè conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se è possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi..."

Cosa avrebbe scritto la storia se queste parole fossero state dette da Hitler?! Non parole di orrore... Cosa avrebbe scritto Ionesco vedendo la folla travolta da queste parole. Si sarebbe, sicuramente, lasciato travolgere. "...Stava per soccombere a quella magia quando qualcosa salì dal profondo del suo essere..." Cosa sarebbe stato il mondo se quell'ESSERE fosse stato questo...



Movie: Il grande dittatore
Titolo originale: The Great Dictator
Nazione: Usa
Anno: 1940
Genere: Commedia
Durata: 124'
Regia: Charles Chaplin
Sito italiano:
www.bimfilm.com/ilgrandedittatore
Cast: Charles Chaplin, Jack Oakie, Reginald Gardiner, Henry Daniell
Produzione: Charles Chaplin Productions

martedì 26 maggio 2009

Drammaterapia, il Gesto dell'Attore



















Voglio il vostro Gesto!

Impigrito, abbandonato, confezionato nella ritualità del vostro giorno, il gesto manca!
C’è da disperare che sia perso, se non fosse per l’ottimismo che mi deriva dalla consapevolezza che i ricordi sensoriali esistono e possono essere messi in moto…, n u o v a- m e n t e. "Cerchiamo nel corpo le attitudini sepolte", J. Lecoq. Dobbiamo ricercarlo dietro le mani che si giungono a chiuderci in protezione, che abbracciano la nostra pancia, imprigionano il loro stesso uso, avvinghiate a cibarsi di loro stesse, nel contatto solito del “eccomi qui ed ora…?”. Può essere scovato negli arti a penzoloni , foglie al vento degli eventi fisici e comunicativi; nel tronco contratto a far accovacciare la testa, tartarughe –poi non tanto “giganti”- che si illudono che la forza, l’energia, sia da trovare dentro, trattenuta - contratta appunto anch’essa- ed espulsa con una finta voce strozzata –ancora contratta!

Il movimento può essere riscoperto dietro quell’avvitarsi maldestro della testa sul busto, robotica transalazione laterale che allunga la testa sino al bacino in una movenza tutt’uno, che ha fatto dimenticare quanto le vertebre del collo siano “snodabili” ed il gioco dei contrappesi permetta a quest’ultimo il bellissimo bilico tra la testa a sinistra ed il resto, tutto a destra.

Il corpo può cantare tra le nuvole, ma per farlo ha bisogno del gesto e questo presuppone l’intenzione a darvi luogo. Darvi luogo, intenzione, gesto…e sì che non è lo stesso luogo occupato –magari davvero vi fosse poi quel possesso che lo “occupa” ogni volta nuovo!-, ma il luogo che si dà…quello più abitato: luogo dinamico, espressivo del vostro “cantare le nuvole”! Tutte diverse, le vostre nuvole ed unico medium ad esprimere la commovenza, l'emozione. Che ne so io, cari attori, di quanto la Torre Eiffel allunga il vostro collo e fa bucare il cielo alla vostra testa, vorrei dire con Jaques Lecoq? Quanto la paludosa deriva del vero "potere" riesca ad essere vista in quella chiassosa del vostro corpo affetto da rinocerontesca potenza, quando vi schiacciate e poi barrite, mimando, l’esultanza ioneschiana della trasformazione in animali, ex uomini? E non so proprio quanta genuina -un attimo prima improbabile- emozione dilaterà i vostri occhi e le braccia e le gambe e tutti i visceri , centripeto urlo verso l’ignoto…

Conosco solo che “voglio il vostro gesto!”, scomposto, esteso, ordinato, segmentato, sincopato, raccolto, che sorga n u o v a –m e n t e a meravigliarvi che non tutto, prima, era stato pensato. Che un oggetto può muovere il vostro corpo, tentando ad ogni exsperimentum di trasformare la fissità di una architettura immobile nell'interpretazione gestuale di un'anima alla ricerca. Se diverrete esploratori del consueto, ordinario, catalogato mondo che vi circonda, avrete scoperto voi stessi, anzichè avidi collezionatori del "pezzo raro".
Foto: "Il Gesto dell'Attore", da Laboratorio di Drammaterapia, Aprile 2008

domenica 3 maggio 2009

IO C'ERO. E L'HO VISTO, IL RINOCERONTE


@ Il Capitano

Io c’ero. E l’ho visto, il rinoceronte.
Eppure quanto è difficile credere. Oh si, difficile è credere all’intimo turbamento e ancor più ammetterlo. Difficile credere all’innata sensibilità, sottile arte dell’anima che piano si mostra. Difficile credere alla forsennata ricerca di una identità perduta, lasciata solo per un attimo ad asciugare al sole le pene dell’ultima sconfitta e persa scioccamente nell’enfasi ammaliatrice e bugiarda di una bislacca rivisitazione della realtà che si consacra e capovolge ad ogni passo negli equilibri instabili dell’esserne parte.

Sai, come dire: "Non capisci? Stiamo parlando di rivoluzione!" E di fronte ad una tale e inconfutabile verità, nella sua manifestazione più eclatante, che si frantuma, trasforma, trasfigura, raffigura e riconosce nell’uomo bestia, non si può che comprendere ed assecondare nel pindarico volo, l’intensa, ma quanto mai ri-educativa opera artistica, di un uomo “contro”. Sconvolgente, coinvolgente, intrigante nella sua persuasiva assurdità, la lucida visione di una decadente società vittima e carnefice dei propri mali. Soffocante, come un pugno allo stomaco. Schiacciata come il respiro negli ingorghi di cosi tante solitudini che si sfiorano senza mai toccarsi. I pensieri aggrovigliati, ora frivoli ora cupi, sparsi, mai raccolti nelle mani e infine gettati impunemente in pasto alle coscienze svuotate della ragione. Non un senso al senso stesso di ogni vita, ed allora solo ciò che non ha senso può forse restituire dignità al senso stesso d’esser uomo. In un mondo di uomini. Perché non c’è e non c’è mai stata una sola conquista nella febbrile rincorsa delle apparenze, non c’è e mai ci sarà progresso nelle scelte uniformi e condizionate.
Sai come dire: No! Io no! Io non vi seguo più, voi e le vostre regole malsane. Il recinto delle idee sfiorite attende la mandria. Andate io resto qui.

Accompagnato da una magica atmosfera, qualche attimo di sano umorismo e da un senso di autentica partecipazione, ho assistito il 30 aprile 2009, presso l’Istituto Scuola Romana Rorshach, al primo workshop sulle opere e la vita del grande drammaturgo rumeno Eugène Ionesco, sponsorizzato dal Creative Drama & In-Out Theatre, che ha avuto dunque il suo battesimo “lavorativo” anticipando ed “iniziando” il viaggio dramaterapico, alla scoperta e riscoperta bellezza, del capolavoro teatrale “ Il rinoceronte”. Diretto dalla mano sapiente del direttore Ermanno Gioacchini, e dai preziosi interventi di Plinio Perilli e Nina Maroccolo, l’incontro si è rivelato un’esperienza viva, vissuta, di profondo impatto emotivo, suggestiva e consapevole. Una di quelle che segna il cammino, ancorché sconosciuto, verso l’eletta rielaborazione e rilettura delle proprie e universali forze. Da sempre governo e leggi della storia. Della vita stessa, nella sua più ampia e nobile concezione/percezione.
Io. In questa storia, la voce fuori campo. E l’entusiasmo di un bambino.
Buona fortuna compagni d’avventura. Il nostro prossimo viaggio è appena cominciato. E’ difficile credere.. ma non impossibile!
Foto: "Dramatherapy Workshop Rhinoceros" Aprile 2009, by E. Gioacchini

martedì 28 aprile 2009

...l'avan-garde c'est la libertè!


Giovedì sera il primo appuntamento seminariale del “nostro” teatro, battesimo alla fonte di noi stessi, al principiamento dove vi è vaga forma ed intensa pulsione. Ionesco ci farà compagnia. L’abbiamo obbligato, con la lusinga (ma poi riuscita?) che siamo per l’antipiece, come lui, dietro lui; che inseguiamo, oramai da qualche anno, l’idea che il processo artistico non possa essere separato dal prodotto finale, pena il monumento al narcisimo dell’arte, marmoreo corruttibile, ligneo combustibile, riduttivo amplificatore della “paura”!

Ha storto un poco il naso, ve lo assicuro; quel viso “pacioccone” è solo un casuale inganno per chi pretende di non averne ricevuto provocazione e stimolo, senza i travestimenti della didattica, i connubi perversi con l’establishment politico, artistico, culturale di ogni tempo, ad intimorire la consuetudine impersonale. Mentre l’idea di una dramma terapia che andasse a cristallizzare -pure vitale-, il suo processo per farne "teatro" prendeva forma –e quale migliore occasione che quella di fondarlo i n t o r n o ad una questione, quella ioneschiana, del Rinoceronte-, sfogliavo casualmente uno di quei testi che si acquistano per curiosità morbosa dietro qualche suggerimento, Teatro Senza Regista; era stato un rappresentante della Associazione Europea per la Cultura del Teatro a consigliarmelo due anni prima, scritto dallo stesso direttore artistico della associazione, Jurij Alschitz. Ecco, molti passi del suo testo, così umanamente autobiografico –una autobiografia come ricerca…-, mi colpivano, ma uno condensava quello che stavo pensando da parecchio, “Dell’arte mi interessa non tanto il prodotto quanto piuttosto il processo naturale e spontaneo con cui si fa(1). L’idea del processo artistico come processo di verità, ermeneutica ricerca di un senso all’esistere, così propria di quanto di “creativo” vi è nella visione sciamanica, aveva ora per me una ulteriore testimonianza. Intorno all’umanità dei suoi attori, questo regista crea il suo/loro teatro, piega il “destino” alla visione creativa di quanto avviene e si osserva! E non è ancora Ionesco ad esclamare “Je crois que la création artistique est spontanée!(2)?

Una forzata analogia con quanto, in diverso statuto, avviene proprio nel processo dramma terapico, scevro dalle regole del setting teatrale -se troppo strette-, che fa del percorso attoriale l’obiettivo piuttosto che la propedeutica del recitante. Vi sono Alleluja che non meno “sacri” esplodono sulle strade, quando queste conducono a comunicazioni felici o sul proscenio dove vi è l’impudico contatto tra le due parti sensibili del teatro –il resto è macchina teatrale!- attore e spettatore. Proscenio diluito nella circolarità grotowschiana di un cerchio o mantenuto lì nei teatri stabili, purchè lo si scopra questo pudore, come ombra che ritrova la nascita del “drama” ad ogni nuovo incontro. Per dirvi…che suggestiva è l’idea di raccogliersi intorno ad un’idea e lasciare che essa cementi il nostro intento, disincarnato da quinte e riflettori, ad osservare la tenera saggezza di Bérgerer che consiglia un dottore al suo amico Jean.

Un’ambizione, quella più forte e sfidante: ri-dare umanità visibile ai personaggi di Ionesco. Essi non ne hanno bisogno, mi s’intenda! Essi esistono così, capsule di uomo addormentate tra linguaggio e logiche, paure ed incoscienza, a "bisticciare con la vita", nati per far interrogare, tra baratro di verità ed anarchia. Ma cosa accade se attraversano l’anima del nostro attore. Non siamo a teatro, siamo nel setting particolare della dramma terapia, in quello spazio virtuale dove il “come se” si sposa con il delirio ed il ricordo, con il lapsus e l’agito, dove è l’allenamento tenace (evviva Grotowsky!) a misurare-diverso da contenere- quale la distanza tra realtà e trauma, tra dolore e pulsione di vita? L’attraversamento si veste di panni diversi, molti ne lascerà, alcuni saranno ripresi; una passerella spesso silenziosa tra spettatori non paganti, perché invisibili, compagni di altro tempo ed altre storie. Ed allora il messaggio di avanguardia -“...l’avant-garde, c’est la liberté(3)- di Ionesco si tinge di un “umano” nuovo, capace di riflettere sulle trasformazioni e sul cambiamento, in conclusione sulla sua identità.
Seminario importante, questo spargere seme ed osservarne la crescita.
(1) Jurij Alschitz, Teatro Senza Regista, p.19, Ed. Titivillus, Pisa, 2007
(2) Eugène. Ionesco, Expérience du théatre, in Notese et contre-notes, p.48, Galimard,.
(3) Eugène. Ionesco, Discours sur l'avant-garde, in Notes et Contre-notes, , p. 91, op. cit.

"Il dramma parla d'identità"

@ Slesia
a proposito di Rhinocéros

Rhinocéros: bellissima piece!!
Studiata in Letteratura Francese durante l'anno a St Andrews e vista in una versione messa insieme da un gruppo di studenti (ok, in inglese!). Simbologia fortissima: l'essere 'rinoceronte' che terrorizza tutti, ma che allo stesso tempo emerge, in modi e tempi diversi, in quasi tutti; perfino le persone di cui il protagonista si fidava di piu' (perfino Daisy!). Si', probabilmente il Rhinocéros e' il Comunista, o il Nazista; ma, piu' universalmente, il dramma parla di identita' e di conformita', del se' e della societa', di cio' che e' valutato e riconosciuto come valido e/o apprezzabile, e di cio' che e', profondamente, onesto, genuino...vero. Solo il protagonista, Bérenger, resta immune. Lui che e' un uomo comune, anzi forse un po' lento (un uomo, forse direbbe Italo Svevo, 'inetto'), non molto stimato dagli altri: gli intellettuali, i suoi ‘superiori’. Eppure lui e' l’unica persona AUTENTICA. Nell’essere semplicemente se stesso, con le proprie limitazioni e le proprie nevrosi, rivendica il diritto di essere vero e vivo, di non essere omologato, alienato, da una societa’ che lo vorrebbe ‘efficiente’, ‘integrato’, ‘perfetto’ secondo i propri canoni (borghesi, comunisti, o nazi-fascisti che siano), ma non indipendentemente ‘pensante’ e ‘senziente’, non SE’. Insomma, un uomo come quelli spesso dipinti da Magritte, con una mela al posto dell’individualita’ dei lineamenti e tutti vestiti in completo nero e bombetta…

@Director
Pronto il mio ultimo post, Slesia -inserito dopo il tuo commento-, leggo quanto hai scritto. La telepatia intellettuale, quella mossa dall'amore speculativo per la "ricerca dell'uomo nell'uomo" esiste! Un bel risveglio ora il tuo, carissima nella verdi piane della Scozia.

DRAMATHERAPY WORKSHOPS (2004-2009)

Ciclo di Conferenze-Dibattito 2010, aperte al pubblico

organizzate dall' Atelier di Drammaterapia Liberamente -h. 20,00,in sede-

-09 aprile, Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio
-07 maggio, La lezione di Grotowsky + Laboratorio
-04 giugno, la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio
-02 luglio, l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre
(nuova programmazione a settembre)

Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. I seminari e le conferenze -a carattere educativo e divulgativo - sono indirizzati ad pubblico non professionale, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici e psicologi La partecipazione agli incontri è gratuita, su prenotazione alle pagine del sito o telefonando alla segreteria scientifica, tel. 340-3448785 o segnalandosi a info.atelier@dramatherapy.it

COMUNICATI STAMPA