@ Director
As mind master of the CDIOT, this gives me the opportunity to open a discussion on the fascinating Mind's Creative Processes and the Theatre. So I invite you to join our community, getting it prestigious, because it will be built with your intuitions and questions, meditation and inner answers. This is the place where you can use the freedom to express your doubts and you ideas, sharing with the others the research of your way. The Mind is a living miracle, available better than we could immagine; the theatre is a powerful tool to get deeply its power! But what beyond our discussions?
Prepare for becoming part of a new way to discuss with your right emisphere.
Explore the real power of hypnosis, dramatherapy and cinema-dramatherapy and get away its magic and false misconceptions.
Work nicely with us to create our friendship and the warmth of our curiosity and mind’s exploration.
Learn, enjoy and get excited!
Help yourself adapt to altering life-style changes..if there’s one constant in our life today it’s change; from every direction and faster than ever.
Let’s make the dream a reality...and much much more! Contact and interface with our staff; psychiatrists and psychologists will help you to get your life better!I’m just looking forward to seeing your messages here!

"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard

sabato 4 dicembre 2010

Drammaterapia: i personaggi invisibili

@ Director

Signore, signori, amici, colleghi…le star di questa piece non sono le Rebecche, né i Barbablù; non va ricercata nella partecipazione straordinaria delle “giovani donne crescono” del prologo che narra la fiaba. Perfino il “destino”, personaggio di tutto rispetto del nostro “Blue Beard, To want, To Need, To Be”, che tanto conduce il gioco del play, visibile in un atto, ma comunque presente ed incombente su tutti gli altri, non risponde a questa privilegiata etichetta. Tutti questi sono bravissimi, ma la star è un'altra. Difficile presentarla, perché non è nella locandina, ma gira in ogni strada, rubando applausi, e dietro quelli pianti, sorrisi, segreti, monologhi, chiasso, silenzio e spesso creando anche diversi inconsapevoli danni.
Si chiama “Vento”. Proprio così, impalpabile, ma capace di spostare persino il destino di un uomo, o di una donna, qui di dialogare con i miei attori.
Quando una settimana fa, con il gruppo degli attori, l’ho introdotto nella piece, nelle tracce musicali, ho dovuto presentarlo e spiegare come il suo importante uso in quanto si andava rappresentare era intensamente simbolico, come molte cose ospiti del palco, ma “lui” di più. Ha avuto la funzione di spingere alcune urla tra le stanze del castello, di diffondere lo strazio del pianto di Rebecca, di far volare in alto il sogno dell’amore di Barbablù e delle sue spose, eguali, diversi? Non importa, sempre verso l’alto dei cieli e poi nel basso della perdita, a terra. Ha fatto scivolare il pettegolezzo sopra i muri di stanze troppo grandi eppure piccole per bastare a Rebecca, poco proprie per avere porte che appartengono "di più" ad un signore padrone. Ed i sospiri? Anche quelli sollevati, come le vesti modello Mondrian che ho disegnato, che mi hanno tagliato altri (la sarta di scena), che gli attori si sono cuciti, costruendoli.
Il Vento non sposta solo le case, il mare, appena appena tagliato in lunghe ferite di breve durata dalle vette aguzze delle montagne, esso spinge le vele della conoscenza, trasporta il profumo dell'amore, della guerra, della preda, del tamburo, alzando alto il fumo dei nostri segnali. Scompiglia i capelli degli uomini troppo importanti, rende “folle” il cielo di una notte stellata sulla tela di Van Gogh, rende concerti unici soffiando l'organo di un canneto. Riesce a rompere i piani della tua gita fuori porta, o a farti uscire da quella nella bella giornata che dopo viene. E poi, se sei stata troppo ferma ed al riparo da lui, nelle tue stanze dorate, lascia che tu capitoli nella storia di qualcun altro. Allora io gli ho chiesto di soffiare forte per portare Rebecca nel suo passato, nella casa paterna, materna, fraterna, domestica, povera, ricca, sognante e disperata insieme. Chi meglio del Vento può spostare il tempo e non solo quello atmosferico, se può rimettere in moto una pendola o suggerirci che molto tempo è trascorso da quella volta...
Ecco ora ha avuto la sua presentazione, per il resto lavorerà con noi e voi cucendo e scucendo sogni e realtà. Vi ringrazio.

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DRAMATHERAPY WORKSHOPS (2004-2009)

Ciclo di Conferenze-Dibattito 2010, aperte al pubblico

organizzate dall' Atelier di Drammaterapia Liberamente -h. 20,00,in sede-

-09 aprile, Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio
-07 maggio, La lezione di Grotowsky + Laboratorio
-04 giugno, la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio
-02 luglio, l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre
(nuova programmazione a settembre)

Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. I seminari e le conferenze -a carattere educativo e divulgativo - sono indirizzati ad pubblico non professionale, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici e psicologi La partecipazione agli incontri è gratuita, su prenotazione alle pagine del sito o telefonando alla segreteria scientifica, tel. 340-3448785 o segnalandosi a info.atelier@dramatherapy.it

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