@ Director
As mind master of the CDIOT, this gives me the opportunity to open a discussion on the fascinating Mind's Creative Processes and the Theatre. So I invite you to join our community, getting it prestigious, because it will be built with your intuitions and questions, meditation and inner answers. This is the place where you can use the freedom to express your doubts and you ideas, sharing with the others the research of your way. The Mind is a living miracle, available better than we could immagine; the theatre is a powerful tool to get deeply its power! But what beyond our discussions?
Prepare for becoming part of a new way to discuss with your right emisphere.
Explore the real power of hypnosis, dramatherapy and cinema-dramatherapy and get away its magic and false misconceptions.
Work nicely with us to create our friendship and the warmth of our curiosity and mind’s exploration.
Learn, enjoy and get excited!
Help yourself adapt to altering life-style changes..if there’s one constant in our life today it’s change; from every direction and faster than ever.
Let’s make the dream a reality...and much much more! Contact and interface with our staff; psychiatrists and psychologists will help you to get your life better!I’m just looking forward to seeing your messages here!

"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard

mercoledì 27 marzo 2013

CINEMA-DRAMATERAPIA, Oltre lo Specchio. Ciclo di Laboratori aperti al pubblico

QUANDO IL TAMBURO SUONA, 5 APRILE 2013(Primo laboratorio aperto al pubblico)
Conduce E. Gioacchini
La Cinema-Dramaterapia è una metodica terapeutica e formativa ideata da E. Gioacchini nel 2006 che utilizza il mezzo cinematografico quale strumento di esplorazione ed elaborazione psicodinamico. Attraverso moduli di ripresa/riproduzione (interni a un gruppo) o di sola proiezione (materiale esterno), si ricorre a tecniche di “drammatizzazione”, capaci di elicitare contenuti psichici, in forma di conflitti e risorse, spesso estranei alla consapevolezza dei soggetti. La Cinema-Dramaterapia differisce dalle metodiche di CineForum o Cinema Therapy, perché propone mezzo cinematografico (ripresa-proiezione) e specifiche tecniche di conduzione proprie della drammaterapia come imput provocatorio ed elicitatore di tematiche individuali e gruppali, attraverso la “messa in scena” (drama) e successiva discussione. 

Si tratta di un lavoro interno al soggetto, suscitato dalla pellicola, in un setting di terapia, ma anche formativo e ricreativo. In queste situazioni, quella che viene a essere stimolata è una “catarsi”, nell’accezione più moderna del termine, che spesso si svolge senza discussione esterna visibile, senza un’interpretazione del dialogo -una serie di operazioni mentali che coinvolgono profondamente i processi inconsci nella sfera cognitiva ed emozionale dell’individuo (Tyson, Foster, e Jones, 2000), anche al di fuori della sua consapevolezza. In drammaterapia la catarsi è l’equivalente di un processo rappresentativo che comporta una nuova attribuzione di senso a quanto si esperisce nella specifica rievocazione. In tale direzione lavora quello che definiamo processo dramma terapico, una costante stimolo da parte del vissuto rappresentato dal soggetto e dal gruppo ad evocare quanto sommerso: in questo consiste il drama,

“Oltre lo Specchio” è un laboratorio esperenziale svolto in forma di incontri divulgativo-educativi aperti al pubblico e ai cultori della materia, svolto in collaborazione con l’Istituto Scuola Romana Rorshach. I laboratori proseguiranno, alla cadenza di uno al mese, sino a mese di giugno, sono gratuiti (previa prenotazione) e avranno luogo presso la sede dell’Istituto, con il supporto organizzativo del Creative Drama & In-Out Theatre, diretto da E. Gioacchini.Info e prenotazioni: Cell. 340-3448785
o scrivendo a: mailto:info.atelier@dramatherapy.it
drammaterapia.francesca@yahoo.it
drammaterapia.giulia@yahoo.it
SITO www.dramatherapy.it

giovedì 7 marzo 2013

TEATRO DRAMMATERAPICO & IMPROVVISAZIONE. Stracciando I Veli, parte II

Stracciando I Veli, parte II.
A cura del Creative Drama & In-Out Theatre.
Interpreti, Caterina Petruzzelli, Elvio D'Orazio, Marco Bartulli, Noemi Nebbiai, Livia Gagliardi, Angela Fracchiolla, Livia Riccio, Marco Donato, Tiziana Baroni, Francesca Mero, Giulia Mero, Daniele Poto.


domenica 3 marzo 2013

TEATRO DRAMMATERAPICO & IMPROVVISAZIONE. Stracciando I Veli, parte I

A cura del Creative Drama & In-Out Theatre.
Interpreti, Caterina Petruzzella e Elvio D'Orazio
(Marzo 2013)


 

domenica 24 febbraio 2013

IO RITUALISTICAMENTE, Decostruzione e Rimodellamento del Reale

LABORATORIO DIMOSTRATIVO dell’Atelier DramaticaMente Teatro, aperto al pubblico, in occasione della presentazione dei nuovi corsi di Creative Drama di primo e secondo livello (inizio marzo 2013).

Traccia per il laboratorio è Julio Cortázar ed il suo pensiero radicalmente anticonformista,intriso di fantastico e fuori gli schemi di una creatività che si costituisca divergente nel dipolo consueto/inusuale.
Ma l’autore, per poter colpire alla radice l’ordine costituito delle cose, deve prima entraci dentro, abitare le stanze della quotidianità del mondo e disvelarne l’intrinseca contraddizione dall’interno. Sintomatico ed insieme emblematico di questo passaggio apparentemente incruento e senza dolore (ma solo apparentemente) sono le Historias de Cronopios y de Famas (1962), un esperimento surrealista ben riuscito che si diverte (perché opera zeppa di comicità) a cambiare costantemente i punti di osservazione dei soggetti, destrutturandola realtà e ricostituendo monumenti alla vena “folle” insita nella interpretazione del reale.
Cortázar esaspera le nostre abitudini sino al grottesco, all’assurdo, ma anche oltre. E’ la ritualità che giunge ad addormentare le possibilità interpretative del nostro Io, ad essere in scena con i suoi racconti. Eidetica, ma sicuramente anche auditiva e cenestesica, l’espressione letteraria di questo autore, che riesce a farci ridere, con tutti i “cinque sensi” dell’invidia, della gelosia, della paura, della vergogna e del pudore, del ruolo codificato, come dei maldestri e comici tentativi di romperlo a volte ed illudersi finalmente liberi!
Il testo di Cortázar, ma ancor prima la sua acuta critica dell’ovvio, alla ricerca dell’autentico, offre spunti speciali alla riflessione nel processo di costruzione teatrale, come nella decodificazione dei “drama” che sono sottesi alla drammaturgia.
Il Teatro-Laboratorio dell’Atelier, enfatizza ad usare il pensiero creativo e sollecita ad entrare nelle brevi emblematiche storie dell’autore, ad esercitare anche solo per poco un’utile ed importante destrutturazione del modello del mondo che adottiamo, per chiederci come arricchirlo senza effetti collaterali!

INFO
Sede, Roma
info.atelier@dramatherapy.it
Ermanno Gioacchini
(P.I. 10696770584)
Cell. 340-3448785
Paola Perfetti
Cell. 349-3424218
Vito Rocco Genzano
Cell. 320-4735565

Nuovi corsi di CREATIVE DRAMA e CINEMA-DRAMTERAPIA, 2013


CORSI DI CREATIVE DRAMA  E CINEMA-DRAMATERAPIA PER LE RISORSE, 2013
Liberazione delle Risorse e sviluppo della Creatività, questi sono i target che promette di raggiungere il Corso di Creative Drama. L’Atelier DramaticaMente Teatro è, diretto da E. Gioacchini, psichiatra, psicoterapeuta e formatore e da Maria Luisa Pasquarella, attrice e formatrice, in collaborazione con l’Istituto Scuola Romana Rorschach, insieme ad uno staff di professionisti qualificati, provenienti dall’area psicologico-educativa e dello spettacolo.
Il Corso è mirato a far sperimentare la possibilità di proiettare fuori di noi, le abilità e la creatività, così realizzando una dimensione autentica della nostra persona, conducendo i partecipanti lungo un percorso provocatorio e ludico, tra le possibilità e le risorse della mente. Un iter attoriale in stage domenicali e laboratori serali per i quali non è richiesta alcuna competenza iniziale. La metodologia si riferisce all’utilizzo della Creative Drama come metodo che permette ai partecipanti l’espressione creativa del proprio “processo artistico”, attraverso una vasta gamma di strumenti quali la recitazione, l’hypnodrama, lo storytelling, la musica, il gioco, la tecnica del mimo, il movimento e la danza.

Il corso è indirizzato anche a tutti coloro che intendano approfondire la conoscenza della Drammaterapia per le Risorse, quali educatori, insegnanti, attori, psicologi e professionisti impegnati nella relazione d’aiuto, oltre ad un pubblico non professionale.

Agevolazioni nell'iscrizione per professionisti e studenti ed allievi della Scuola Romana Rorschach.
SEDI, Roma e Milano
INFO, info.atelier@dramatherapy.it
www.drammaterapia.it
www.dramaticamenteteatro.blogspot.com
Ermanno Gioacchini (P.I. 10696770584)
Cell. 340-3448785
Paola Perfetti
Cell. 349-3424218

Vito Rocco Genzano
Cell. 320-4735565



domenica 10 febbraio 2013

Il Nuovo Diario di Anna Frank, 2 Atto, Video

Piece Cinema-dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, diretto da E. Gioacchini. Drammaturgia di D. Poto.
Roma, Nuovo Cinema Aquila, 21 gennaio 2013.

Interpreti, Luigi Martelli, Valentina Ferrucci e Valentina Crocetta

Siamo al 2 Atto, Solomon è in piena crisi. Parti scomposte di lui s'incontrano a cercare una soluzione a fargli chiedere il perchè di se stesso, dentro l'incontro con Anna Frank. Di pari passo il processo drammaterapico ha lavorato con gli interpreti, nelle prove, nei laboratori e durante le riprese, percorrendo il filo rosso dei loro ruoli nella vita e la tentabile ridefinizione.


venerdì 8 febbraio 2013

Il Nuovo Diario di Anna Frank, la Soffitta 2

Piece Cinema-Dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, diretto da E. Gioacchini. Drammaturgia di Daniele Poto. Nuovo Cinema Aquila, 21 gennaio 2013 Anna Frank in Soffitta 1. Interpreti, Angel Nicla Fracchiolla, Luigi Martelli, Gianni De Angelis — con Angela Ronconi, Simone G Bianchi, Gianni De Angelis, Luigi Martelli, Daniele Poto, Angela Nicla Fracchiolla, Chiara Zulli, Valentina Crocetta, Massimo Crocetta, Valentina Ferrucci, Livia Gagliardi, Alessandro Romanò, Giuseppe Gencarelli e Maria Luisa Pasquarella .

giovedì 7 febbraio 2013

Il Nuovo Diario di Anna Frank , prima scena

Piece Cinema-Dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, diretto da E. Gioacchini. Drammaturgia di Daniele Poto. Nuovo Cinema Aquila, 21 gennaio 2013.
Interpreti scena, Angela Nicla Fracchiolla, Luigi Martelli, Gianni De Angelis.

lunedì 4 febbraio 2013

la Luna cerca Casa, Parte Prima

Piece Cinema-Dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, prodotta e diretta da E. Gioacchini.
Nuovo Cinema Aquila 22 giugno 2012

La Luna cerca Casa, Prologo

Piece Cinema-Dramaterapica del Creative Drama & In-Out Theatre, diretto da E. Gioacchini. Presentazione di Daniele Poto. Nuovo Cinema Aquila 23 giugno 2012.

 

venerdì 18 gennaio 2013

mercoledì 16 gennaio 2013

ANNA FRANK IN CINEMA-DRAMATERAPIA


Il Creative Drama & In-Out Theatre performa il 21 gennaio 2013 al Nuovo Cinema Aquila con un lavoro teatrale su Anna Frank, su una drammaturgia del giornalista Daniele Poto.

 La vita è sempre osservata da dentro e deve apparire buffa a guardarla da fuori. E più essa è complessa, maggiormente addormenta il risveglio, quella posizione mentale così difficile da assumere, che la potrebbe sospettare positivamente anche diversa. Il teatro azzarda costantemente in questo e nel suo intento esso sta in bilico responsabile tra la dimensione onirica del possibile e quella fattuale dell’avvenuto o probabile. E così, nel “Nuovo Diario Di Anna Frank” l’Annalise si affaccia “viva” nella vita di una famiglia americana a raccontare come ha visto e come vede il mondo, a chiedere e farci chiedere come noi lo osserviamo e lo stiamo costruendo, oltre i miti e la storia già passata, ma non sempre ben conosciuta. L’autore ci regala ...la sua Anna Frank in uno spazio che non le è mai appartenuto, quello di 67 anni dopo la sua scomparsa e, cosa più violenta, dove lei tenta difficoltosamente di specchiarsi…così diversa. Solo a noi spetta di intrattenere un’identità per lei, cercando una possibile spiegazione della discrasia tra quanto conosciuto di Anna Frank e quanto significabile e rappresentabile oggi. La riduzione cinema-dramaterapica del regista Ermanno Gioacchini con la sua compagnia raccoglie l’invito e promette di esplorare il passaggio e la trasformazione di Anna Frank ed i suoi sogni di vita e giornalismo negati e quell’ombra, pallida anche lei, sul palco possibile di una Anna prostituita alla storia e dalla storia. Davanti a noi l’abuso dell’autore, ma completamente redento per l’operazione artistica, a riproporre invece nella realizzazione teatrale lo iato semantico tra due personaggi: l’Annalise del “primo” e del “secondo” diario. A farvi specchiare il pubblico, tra palco e schermo cinematografico, senza tradire le legittime difficoltà, promettendo “riconciliazione”.

IL NUOVO DIARIO DI ANNA FRANK, Drammaturgia di Daniele Poto
Riduzione cinema-dramaterapica, allestimento e regia di Ermanno Gioacchini
Interpreti : Gianni De Angelis, Luigi Martelli, Alessandro Romanò, Pino Gencarelli, Livia Gagliardi, Chiara Zulli, Valentina Crocetta, Valentina Ferrucci, Angela Fracchiollla, Angela Ronconi, il piccolo Jago (Jack Russel) e con la partecipazione straordinaria dell'autore Daniele Poto e l'attrice Maria Luisa Pasquarella.
Operatore Luci & Suono, Simone Bianchi
Ingresso: 5 €
INFO fb https://www.facebook.com/events/522171814477015/
E-mail info.atelier@drammaterapia.it
Cell: 335-8381627
www.dramatherapy.it
http://www.cinemaaquila.com/
IL NUOVO DIARIO DI ANNA FRANK

La settimana della memoria si apre con la restituzione alla vita scenica) di Anna Frank, la più significativa icona dell’Olocausto. Immaginate una Anna Frank viva, oggi 83enne che rilegge la realtà attuale e trasecola per la piega che ha preso la storia. Da un’idea di Shalom Auslander liberamente tratta da Daniele Poto per la regia di Ermanno Gioacchini.

Dov'è Anna Frank? Qualcuno crede di averla trovata ancora viva, eppure diversa. Forse diverso è il tempo che la raccoglie perchè poco disposto a crederla viva. E se davvero Anna Frank desidera esserci nella metropoli tecnogratica, tecnopolitica, tecnoguerrafondaia di questo tempo, deve necessariamente spogliarsi di tante speranze, forse averne di nuove e forse ricominciare un nuovo diario...
Il secondo.
Il Creative Drama & In-Out Theatre alle prese con un soggetto delicato ed importante per la riduzione cinema-dramaterapica di E. Gioacchini.


Roma -Nuovo Cinema Aquila 21 gennaio 2013, ore 20,00  INFO fb https://www.facebook.com/#!/events/522171814477015/
E-mail, info.atelier@drammaterapia.it Cell: 335-8381627
www.dramatherapy.it
http://www.cinemaaquila.com/







mercoledì 29 febbraio 2012

Hypnodrama, Moon is looking for Home, 2 Scene


Si sono appena baciati. Un bacio stretto tra le possibilità impensabili di due storie diverse ed un presente che li fa trovare a sfogliare un medesimo album di nostalgie e rimpianti. Ma non solo. Lei, Carla, con la sua carriera sempre pronta a colmare vuoti  imbrogliati accuratamente, anche nei sabati del corso del “dolce al cucchiaio”. Lui, Corrado, un artista gay fin troppo artista anche nella vita, proteso ad interrogare l’esistenza che si specchia sulle sue tele, come un grande specchio che renda meno crudi fatti ed eventi lontani.
Ho faticato a staccarli dal consueto e dall’ovvio questi attori: quel moto verso l’abitudine di quanto si conosce già ed è facile usare come abito per personaggi solo apparentemente nuovi. Bravi gli interpreti e con la complicità dell’hypnodrama che facilità l’affioramento spontaneo di quanto sembra solo di improvvisare. E questo può produrre inganno. La reiterazione del proprio ruolo, di quelli che si immaginano possano essere i panni momentaneamente indossati, ma che, comunque, parlano sempre di noi.
Gesticolavano molto nel tentativo di nascondere l’imbarazzo dell’evento, non più parte, di diluirlo nella complicità esasperata di disegni e schizzi e tendevano vertiginosamente a farle ancora toccare quelle due teste. Nella realtà, forse, sarebbe avvenuto così ed anche in un teatro ossequioso della scrittura, ma sappiamo che quanto non riceve risposta, rimane lì a chiederla ed ad interrogarsi. E così Corrado si deve essere posto diverse domande, nei giorni seguenti, come anche Carla. Quesiti non sempre visibili che solo un successivo laboratorio potrà processare. Bravi ragazzi!

venerdì 3 febbraio 2012

Workshop Rorschach & Teatro, I Disegni della Mente


Foto di scena da "Sonia, il Resto della Mia Vita", piece drammaterapica
Cinema Nuovo Aquila, Roma, 02.12,11
 
Breve Briefing  (26.01.12)

Un personaggio maschile che ha assorbito tutto ciò che di più negativo risiede nella tradizione del maschio dominante, con ragioni indiscutibili, violento e tuttavia terribilmente fragile nella sua equazione di forza sempre in bilico sugli eventi che crede di cavalcare. Un personaggio femminile succube, dominato e, tuttavia, suggestivamente irretito in quel dominazione che, perchè non sveli il pericoloso sbilanciamento degli affetti, deve essere nutrito di amore, a costo di svendere le ragioni di una figlia, schiacciata da questa perversa dinamica. E lei, appunto, Sonia, la figlia, pronta alla prima difficoltà vera (ma cosa è vero e non vero per lei?), a rinchiudersi nel proprio uovo regressivo o esplodere n...
elle relazioni, nella maniacalità delle condotte e della fuga.
Tre somministrazioni magistralmente "interpretate" da attori e psicodiagnosti, dove se tutto si è prestato ad un teatro nel teatro grande delle relazioni e del disagio psicologico. I test hanno danzato con gli interpreti, sulle parole di Alessandra Minutoli
, Vito Rocco Genzano e Ermanno Gioacchini, mentre i tre profili psicodiagnostici computavano di risorse e conflitti, forza dell'Io ed Ideale del Sè. Vivace il dibattito ed i quesiti dei presenti. Esperimento cauto e calibrato di incontro tra la psicologia clinica ed il teatro, su un setting psicologico trasformato in palcoscenico.

Drammaterapia e le Metafore dell'Amore





Usiamo la vita come una metafora per disegnare l'amore, mentre quello se ne sta già lì pronto tra le maglie degli istinti, degli slogan, degli esempi a cercare disperata imitazione. Ma possiamo anche usare l'amore come metafora del rapporto con noi stessi, prima che ci si metta di mezzo l'impiccio di un'illusione, di un partner, di un cuore.
Ed allora accade che non si sia mai pronti ad un appuntamento e che proprio questo disperato ma ineluttabile disappointment costituisca la radice della relazione con noi stessi. Meravigliosamente incapaci di ritrovarci dove sospettavamo, dove credevamo, dove avevamo praticato. "Il mio cuore è impregnato di vino ma sarai nella mia mente per sempre", ma ancora prima "...quando ho visto l'arrivo del giorno, ho desiderato di andar via". Irriducibilità dei sentimenti nel recinto del consueto. proclama Juio Cortazar, proprio come le nuvole che disdegnano di essere catalogate nella nostra memoria!
Ed allora? Allora rimane il mezzo (ma è solo questione di allenamento poterlo usare) di credere davvero ogni cosa egualmente importante e di non negarla mai nel discorso dell'amico, dello sconosciuto, del compagno.
"My heart is drenched in wine, But you'll be on my mind, Forever"
Norah Jones molto probabilmente ha voluto dire altro (?), ma ne io, nè lei conosciamo i percorsi che fanno le note...


martedì 24 gennaio 2012

Storytelling. Il Quadro Uscì dallo Specchio


@ director
Perchè i bisbigli del mondo attraversano tanto impunemente quelle minuscole fessure delle persiane? Perchè nessuno fa nulla per fermarli. L'indifferenza è talmente simile all'impotenza. I gesti, le parole, che si amalgamano nello specchio cerato della mia stanza. La mia amica è venuta a trovarmi e cerca anch'essa uno spiraglio nelle tante me che discutono la vita, senza viverla. Oppure la stanno vivendo. Ma essa è divenuta insensibile al fuori, mentre dentro colleziono fiori e tende luminose, trasparenti alla luce, senza rumori, ma suoni. Può essere tanto diverso questo navigarsi nell'anima, al posto del tuffo fragoroso tra gli applausi e ed i fischi? Davvero indivisi si è più forti?
"Non posso fidarmi di altri!"- le urlo -" ...se di me sospetto altre sorgenti, mai del tutto copiate nei s...
olchi di tutti quelli che attendono la mia presenza, mentre, voraci o insensibili, giocano con la mia assenza!
Lei si atterrisce, rimane nello sfondo del mio quadro, uno dei peggiori, desaturata come me, dai colori della foto e mi dice, prudente, che dovrei mettermi d'accordo con me stessa...Credo che il fragore silenzioso della mia risata abbia per un attimo respinto pure i bisbigli iniziali, su quelle fessure di luce alla finesta! Lei non c'entra e poi, nel caso, il vero problema è di andare troppo d'accordo con me stessa, singola o duplice che sia. Schiva o presente nei quadri degli altri.
Le sorrido, mentre un buon tè alle rose umetta di caldo e delicato le nostre gole, comunque, qualunque le parole o i versi.
Il mondo a tratti si allontana e non può far male, se dentro hai arredato la tua second life per bene. Chissà, probabilmente era quella a venire prima e a soffocarsi da sola al vento dei discorsi intorno, mentre proteggevo la bellezza ed il mio vero dagli schizzi dei copertoni sul fango. Meglio la pioggia. Quella cade dall'alto e ne puoi rapire il percorso secondo una gravità senza inganno, ascoltarla sulla propria pelle e vederla scomparire.

mercoledì 18 gennaio 2012

RORSCHACH E TEATRO, Laboratorio Creativo "I Disegni della Mente", 27 gennaio 2007, Roma

www.dramatherapy.it
www.drammaterapia.blogspot.com
Il 27 gennaio, alle h. 20.00, presso l’Istituto Scuola Romana Rorschach avrà luogo un laboratorio dimostrativo aperto al pubblico:“I Disegni della Mente”. L’Istituto Scuola Romana Rorschach ed il Creative Drama In-Out Theatre promuovono infatti per il 2012 il primo corso di Rorschach e Teatro indirizzato a psicologi Clinici e Psicodiagnosti.
L’iniziativa nasce nell’intento di sottolineare come momento di diagnosi e di terapia non lavorino mai separati, ma contribuiscano, con gli specifici strumenti di appartenenza, ad una visione e gestione del “cliente” fondamentalmente olistica, che non distingue, se non in ambito di intervento specifico, tra risorse e conflitti della persona. Infatti, l’indagine su quanto di disarmonico è ne...i tratti di personalità di un individuo, proprio nel test di Rorschach, cammina di pari passo con quanto di disadattivo esiste nel suo modello di pensiero e stile di vita.
Ma esiste una motivazione ancora più specifica che ci fa accostare ambiti così apparentemente lontani come il “teatro che cura” ed il “test della macchie”: il meccanismo proiettivo che è alla base di ogni relazione, investimento oggettuale, specifico modello di difesa dell’Io e processo artistico. I disegni che la mente proietta sotto lo stimolo espositivo ad una tavola del test, appartengono allo stesso meccanismo che soprassiede alla messa in scena di una performance in drammaterapia. La “drammatizzazione”, nel test espressa attraverso il verbo e nel teatro agìta attraverso il “drama”, descrive comunque un vissuto della persona con un rimando alla sua realtà nascosta, né da segno attraverso la codificazione simbolica, si offre alla interpretazione nell’analisi delle condotte.
L’uso della drammaterapia, scelto elettivamente come strumento di terapia, necessita per un clinico di un percorso formativo specifico e maturato nella importante motivazione a questo specifico tipo di approccio terapeutico, ma riteniamo che per lo psicodiagnosta possa essere estremamente utile l’osservazione delle dinamiche che sono generalmente solo sottese a quanto egli va ad interpretare, al di fuori dell’agito e dell’osservazione delle condotte. D’altra parte la partecipazione personale ad un contesto cognitivo-emotivo che privilegi la fenomenologia dietro l’ottica teatrale del “come se”, pone gli operatori non solo nella condizione di osservatori , ma anche di sperimentatori del vissuto intrapsichico e relazionale.
Direttori: Salvatore Parisi, direttore Scuola Romana Rorshach, psicologo clinico e psicodiagnosta, Ermanno Gioacchini, direttore del Creative Drama In-Out Theatre, psichiatra e dramma terapeuta.
Segreteria Scientifica: Via di Tor Fiorenza, 35 - 00199 Roma - Cell 340-3448785  (14.00-15.00)
dott. Vito Rocco Genzano, dott.ssa Flavia Pitorri
Si richiede una prenotazione (gratuita) sia via mail all’indirizzo drammaterapia.atelier@yahoo.it o via Facebook, https://www.facebook.com/#!/events/176279815806337/.

venerdì 6 gennaio 2012

CORSO DI DRAMMATERAPIA E CINEMA DRAMATERAPIA PER LE RISORSE SPONSORIZZATO dal CDIOT e dall’Istituto Scuola Romana Rorschach (Roma-Milano)

Il Creative Drama & In-Out Theatre e l'Istituto Scuola Romana Rorschach sponsorizzano il primo Corso di Drammaterapia e Cinema-Dramaterapia per le Risorse del 2012, al nastro di partenza il 20 gennaio (primo gruppo) e 16 febbraio (secondo gruppo). Il percorso formativo è destinato ad utenza  e non professionale, ma non ha carattere clinico (terapia).
L’attore tende alla migliore realizzazione della performance, crocevia tra il testo drammaturgico, la regia, il proprio talento e quello della compagnia.
L’interprete in drammaterapia lavora verso l’espressione del proprio processo artistico in seno alla dimensione gruppale, lungo un percorso attoriale che lo abilita alla espressione scenica del processo onirico e dell’esame di realtà in costante confronto. In tale contesto protetto, risorse ed inibizioni della persona entrano in uno spazio di comunicazione performativa in dialogo con l’interno privato e l’esterno costituito dal gruppo (nel teatro drammaterapico questo si allarga anche al pubblico). La “finzione” diviene una funzione regressiva al servizio dell’Io, alla stessa stregua del sogno o dello stato ipnotico (hypnodrama).
Ci si scopre abili, senza averlo mai saputo, intuitivi e spontanei. Emergono difese e resistenze che rimandano al loro significato simbolico e alla conquista dell’autenticita nel proprio ruolo di attributori di senso. Ci si riappropria di uno spazio di azione e gioco, spesso altrimenti nascosti o persi. E’ questa  la dimensione addestrativa  e ludica alla conquista delle proprie risorse che promette questo tipo di teatro, attraverso laboratori  che condurranno i partecipanti lungo un percorso formativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. Nuovo Corso di Drammaterapia per le Risorse al nastro di partenza nel mese di gennaio 2012 in collaborazione con l'Istituto Scuola Romana Rorschach diretto al pubblico.
Durata, 5 mesi
Info: drammaterapia.atelier@yahoo.it
Cell 340-3448785  (14.00-15.00)
www.dramatherapy.it
www.drammaterapia.blogspot.com


 Creative Drama & In-Out Theatre e Teatro totale
A cosa "assiste" il nostro attore quando osserva il proprio compagno mentre performa un'azione? E cosa quando è egli stesso in scena?"Assistere" esprime una funzione predicativa che, come altri verbi nella sua forma intransitiva, si riferisce al nostro rapporto con la realtà: il soggetto che interrompe il flusso dei propri atti percettivi e di coscienza (qualsiasi altro) e ferma la propria attenzione per essere spettatore di qualcosa in particolare.Ma se ci spostiamo su un piano squisitamente psicodinamico, nel campo delle reciproche proiezioni sollecitate dal lavoro teatrale e ancor più drammaterapico, l'attore non assiste a qualcosa di "alieno" ed esterno, ma a se stesso. Se stesso nei panni di..., verso l'acquisizione di un maggiore repertorio di risposte adattive nella relazione con l'altro.

lunedì 28 novembre 2011

COME LAVORA IL NOSTRO "TEATRO DRAMMATERAPICO"




Foto dal Backstage Sonia, Novembre 2011,
director e Livia Gagliardi in un  passaggio interpretativo
Nel CDIOT ogni ruolo e parte viene discussa, esplorata, dissezionata nelle sue realzioni con le altre cosi che essa appartiene ed è conosciuta da ogni interprete. Ci riferiamo ad una conoscenza oggettiva dei significati del testo e di quella che avviene all'interno di una elaborazione degli stessi, privata ed estremamente individuale e poi gruppale ad opera del gruppo. Questo facilita le dinamiche relazionali oltre quella intrapsichica e crea un "medium" comunicativo implicito, capace di accogliere cambiamenti ed ulteriori rimodellamenti della parte.
La lettura registica di quanto avviene, in questa prima parte del lavoro sul testo, permette la riscrittura dello stesso, ove necessaria, a fronte degli input ed output ricevuti. Ne esce una rivisitazione drammaturgica dell'opera, che pur rispettando le tematiche originali, nè sottolinea le puculiarità speculari al lavoro gruppale (prima fase del Creative Drama).
E' quest'ultimo il testo che costituisce lo stimolo per il processo drammaterapico, una volta che si arriva alla fase performativa delle prove (fase del In-Out Theatre). Infatti, le "risposte" registiche a quanto osservato e valutato funzionano nell'interprete quali "tagli cesarei" per l'emergenza di "drama" e poi come costruzione della piece drammaterapica (seconda fase del Creative Drama e fase In-Out Theatre).
Durante questa costruzione -che procede dallo svestimento del formale, l'enucleamento del simbolico e il rinvestimento oggettuale), conduzione ed interpetazione lavorano "fianco a fianco" per un unico processo drammaterapico.

domenica 27 novembre 2011

Drammaterapia e Tecniche Drammaterapiche


Foto da Backstage Sonia, Novembre 2011.
Livia Gagliardi e Paolo Nardella in prove di scena
Foto Backstage Sonia, Novembre 2011
Spesso, durante il lavoro di "montaggio" di una piece, chiedo ad un diverso interprete di abitare "la casa ed i congiunti" di un altro personaggio, i suoi guai affettivi ed i suoi momenti di gloria, alla stessa stregua di quando, nella visione di un film, usiamo inconsapevolmente le scene per diventare inquilini provvisori di quella pellicola. Questa tecnica possiede lo scopo di avviare nell'interprete "designato" ed in quello "supplente" un interessante processo di revisione dell'ovvietà di quanto sta avvenendo. Infatti sulla scena accade una cosa che è comune nella realtà. Una sorta di adattamento immediato, di incorporazione degli elementi riconoscibili ed espulsione di quelli estranei e quindi non più disponibili nel lavoro drammaterapico. Ottenere il risultato con il minimo dello sforzo ed un convincente compromesso in quanto a risultato è la strada che solitamente è adottata da ognuno, che si stia camminando per strada o sopra un palco. Lo spostamento tra personaggi ed interpreti permette invece di rimettere in gioco le risorse e possibilità accantonate.

IL CORPO DELL'ATTORE NEL TEATRO DRAMMATERAPICO


Conosco, ma non mi interessa il corpo dell'attore in teatro. Su questo, maestri lontani sino ad uno più recente come Jaques Lecoq hanno lavorato e scritto moltissimo. Più importante, in questo contesto, i riferimenti al lavoro che si fa con il corpo e le sue percezioni in drammaterapia. Parto da un contesto apparentemente lontano: Castaneda. Il famoso antropologo allievo dello sciamano inventa dei passi, dei movimenti che avvitano il corpo e si avvitano su di esso per permettere che entri in un mondo "altro" e penso ai passi "magnetici" di una ipnosi prima maniera, ai toccamenti "terapeutici" della bioenegetica, dunque a tutta quella pratica creativa che vuole nel contatto sensibile con l'altro la possibilità di una comunicazione privilegiata, oltre ogni concetto di privacy, ma che inerisce ai sentieri per l'anima. Intendiamo qui L''accezione di anima è qui intesa laicamente; ess riguarda la dimensione metasensibile del nostro psichismo.
Nello statuto del CDIOT, il director ricorre al contatto con l'attore ogni qualvolta un elemento della drammaturgia si accomoda nella facilità del consueto, si nasconde nelle pieghe della tecnica attoriale, frena dinnanzi all'impatto con un catarsi difficile, accellerà nella fuga della scoperta. Ogni qualvolta...è valutato possibile e corretto, ovviamente.
Allora, dove l'attore fatica a connettere lo stato emotivo suscitato da quanto del testo filtra nella sua dimensione più privata, vi sono mani che segnalano catene muscolari, che abbracceranno la pena e spingeranno gli occhi alla visione compassionevole. Che permetteranno di accettarsi nella parte difficile o renderanno volutamente arduo il percorso verso la battuta.

Foto Backstage Sonia, il Resto della Mia Vita,
 Novembre 2011, Paolo Nardella alle prese con una parte.
Nel teatro drammaterapico si scava insieme, gruppo di attori e regista, si lasciano decantare processi di conoscenza e cambiamenti affettivi, si risvegliano demoni e bellissimi angeli. Ci si riconnette alle possibilità originarie dello stupore infantile, probabile memoria genetica di quando l'universo si è osservato per la prima volta.

Drammaterapia, Sonia tra Memorie e Presente


Foto da Backstage Sonia, Novembre 2011,
 Livia Gagliari e Sabina Bocci, Creative Drama & In-Out Theatre

Stessi luoghi per vicende differenti. E' questa la dimensione contraddittoria delle relazioni umane, che si guardi a contesti sociali o al microcosmo familiare. "Posso aiutarti?". No, probabilmente la Sorella non potrebbe mai aiutare Sonia o almeno per come lei vorrebbe o forse non sa ancora. Se il dolore è in fondo la vera anima dell'universo, questo, invece, congela le storie degli individui sino al punto che neanche un vero amore può tentare di svegliare. L'amore è un dono, na sorpresa, e chi pensa di non meritarlo non ha un luogo dove farlo poggiare, farsi vedere. La Sorella uscirà dalla stanza perplessa, profondamente turbata all'immagine di quei fogli distrattamente tenuti tra le mani di Sonia. La sceneggiatura più privata non è scrittta lì sopra, mentre i suoi occhi hanno smesso di cercare. Lei, la sorella, riprenderà il corso della sua personale vicenda, diversa da quella di Sonia, con stesse mura, stessi genitori, stessa violenza o amore, stesso cielo e terra sotto.

PROJETO JOVEM al Nuovo Cinema Aquila con la pièce del Creative Drama In-Out Theatre


Venerdì 2 Dicembre, a partire dalle 20.30, il Nuovo Cinema Aquila propone una serata di raccolta fondi per la ONLUS italiana ‘Il Sorriso dei miei bimbi’ -che lavora nel cuore della più grande favela del Sudamerica, Rocinha, a Rio de Janeiro– e per il loro Projecto Jovem.

27/11/2011 - "Il Sorriso dei miei Bimbi” si occupa, in Brasile, di educazione infantile e formazione giovanile: in favore dell'infanzia e dell'adolescenza bisognosa, abbandonata, bistrattata, trasmette ogni giorno l'antidoto della conoscenza a chi viene sistematicamente negato per distinzione di razza e provenienza sociale. Nell’arco di dieci anni si è conquistata il rispetto e l'affetto della comunità di Rocinha, che oggi si stringe attorno al loro lavoro. Per sostenere le loro iniziative contro povertà e abbandono, e promuovere assieme a loro il diritto alla vita, anche il Nuovo Cinema Aquila ha voluto esserci, mettendo in atto una serata di raccolta fondi (versamento minimo: 10 euro) e chiamando all’appello diverse altre realtà artistiche e culturali (nel campo del teatro, del cinema e della fotografia), sensibili a urgenti tematiche sociali riguardanti il nostro paese, ma in un certo qual modo affini a quelle che la ONLUS si trova quotidianamente ad affrontare a Rocinha.
La serata si aprirà alle 20 con la proiezione di un breve video che testimonia le attività del PROJECTO JOVEM, presentato dal direttore del Nuovo Cinema Aquila Fabio Meloni, dal Presidente della ONLUS Sol.Co. Solidarietà e Cooperazione Mario Monge e dal segretario italiano de “Il Sorriso dei miei Bimbi” Lorenzo Lipparini.
Alle 21 sarà il momento del teatro, con il Creative Drama & In-Out Theatre e il loro notevole esempio di Cinema-Dramaterapia: la pièce SONIA, IL RESTO DELLA MIA VITA… OVVERO OLTRE I POSTI DELL’AMORE, scritta dallo psicoterapeuta E. Gioacchini e F. Pitorri e diretta da E. Gioacchini. Gli interpreti sono Sabina Bocci, Tonina Cavaliere, Gianni De Angelis, Giuliana Falaschi, Maria Frasca, Carmen Tufo, Dalila Muntoni, Gagliardi Livia, Pino Gencarelli, , Lucrezia Gioacchini, Paolo Nardella, Angela Ronconi, Spartaco Pelle e Giulio Zavagnini. Dense le implicazioni, qui esplicate dalle parole del regista stesso, che pervadono il percorso tutto mentale che ci avvicina a Sonia, ennesimo esempio di gioventù abbandonata, che sogna di fuggire, prigioniera dell’illusione, come molti abitanti di Rocinha.
“Se cinema e teatro da sempre hanno preso vita dalle nostre storie ed a quelle rimandato, scavando nella nostra sensibilità e desiderio di essere ascoltati, nella drammaterapia e nella cinema-dramaterapia essi diventano strumenti capaci di evocare con forza, contenere con privatezza e ristrutturare verso l’autenticità. Perché nel teatro, ad esempio, non si può fingere di ‘fingere’ e lo smascheramento intenso e tuttavia discreto che ha luogo diventa dono verso se stessi e verso gli altri, come dice la lezione profonda di Grotowsky.
E’ con questa intenzione che la Compagnia del Creative Drama & In-Out Theatre mette in scena una sua drammaturgia, laboratorio aperto con il pubblico, performance che desidera muovere l’iconografia personale di chi performa ed assiste, attraverso riprese video e scene di teatro. Nessuna intenzione ‘terapeutica’, né saggio di teatro in senso stretto, ma le storie personali e invisibili degli interpreti che danno anima ai personaggi di una vicenda rappresentata, che si muove tra schermo e palco di una compagnia di vero ‘teatro drammaterapico’. Sonia è una giovane come tante, state e che saranno, schiacciata dalla responsabilità del vivere, senza aver ricevuto abbastanza per credere in se stessa. Al posto di questa credibilità nelle proprie energie, l’aspetto illusorio di idealismi e tentativi di vivere. SONIA, IL RESTO DELLA MIA VITA è il titolo della pièce ed è appunto quello che rimane e che può essere costruito a essere protagonista delle scene rappresentate. Il sottotesto recita …OVVERO OLTRE I POSTI DELL’AMORE, di quello non conosciuto, di quello ingannato. Una carezza può far male, se ne risveglia un’assenza troppo lunga o esistita da sempre. Eppure, non vi è via di mezzo: la strada avanti chiede di essere percorsa, con affanno, incertezza, ma non a ritroso. Persino l'inconscio, così incline sul lettino dell'analista ad avere il suo ‘momento di gloria’, parlando del passato, si esprime al presente e di quest'ultimo, in fondo, terrifica le vicende già vissute e le speranze intatte e tuttavia nascoste. Sonia apprenderà attraverso un faticoso percorso nella vita degli altri a conoscere ‘il resto’ della propria, a non nutrirlo solo in una maternità che consola, ma piuttosto che la sua identità.”



sabato 26 novembre 2011

Sonia il Resto della Mia Vita, Piece Cinema-Dramaterapica in quattro atti del Creative Drama & In-Out Theatre


SONIA, IL RESTO DELLA MIA VITA
ovvero...oltre i posti dell'amore.

Pièce Cinema-Dramaterapica di E. Gioacchi e F. Pitorri
Regia E. Gioacchini
2 dicembre 2011, h.20.30
Cinema Nuovo Aquila , Via Aquila 68
Euro 10,00, a favore del "projecto jovem" sponsorizzato dall'Associazione Onlus
"Il Sorriso dei Miei Bimbi" -


Come director di questa Compagnia e con il supporto dell'Atelier LiberaMente, sono molto contento di destinare la filosofia e l'impegno del nostro lavoro artistico ad una iniziativa così importante  e concreta: aiutare l'infanzia di una favela brasiliana ad avere istruzione. Questo comporta lo sviluppo di quella libertà che è possibile per l'individuo solo a patto di non vivere nell'umiliazione di avere negato il potere della conoscenza, quello che permette di scegliere tra il fare gisto e sbagliato.
Non deve esistere casta per il sapere e, per noi che approfondiamo il discorso del teatro, come opzione ludica per lo sviluppo delle nostre risorse, è fondamentalmente etico rivolgere il pensiero ed il nostro supporto a chi l'istruzione basilare per difendersi e crescere non può avere. Pericolosa pregiudiziale, quindi, alle possibilità del destino.
Un ringraziamento all'Associazione Il Sorriso dei Miei Bimbi ed al Cinema Nuovo Aquila, che da molto tempo oramai sponsorizzano con un aiuto tangibile le campagne destinate ad aiutare l'emarginazione, lo sfruttamento, la povertà vera.

Nella drammaturgia che rappresenteremo, ho sottolineato a quattro mani con F. Pitorri quanto non esista luogo elettivo per il dolore, per la povertà affettiva, come non ne esiste uno particolare per l'amore e la crescita. Nello stesso tempo, la responsabilità di quanto avviene nel micro e macrocosmo delle nostre relazioni familiari, sociali, politiche ed economiche non può essere più sottovalutata. Compete ad ognuno dare il proprio contributo in quella che definisco "fabrica" del vivere sociale. L'individualismo esasperato non può più proteggere nell'anonimato dell'interesse del solo singolo, senza che prima o poi vi sia un ricasco anche nel collettivo. Dare le responsabilità  alla "globalizzazione"di quanto avviene nelle aree più bisognose del pianeta, ma oggi anche in quelle fino a poco tempo fa considerate meno a rischio di povertà, significa in parte deresponsabilizzare l'azione del singolo, sottrargli il potere dell'associazionismo per la difesa del proprio pensiero e dei propri diritti. E le recenti spontanee convention di gruppi di "indignados" nei luoghi del "potere", della "decisione", delle "regole" sta a significare poprio questo: la riconsiderazione di una democrazia veramente autentica. Questa deve poter albergare nello spazio privato e nello spazio pubblico, nel discorso sociale e nella sua prassi politica.
Potrebbe sembrare di essersi spinti lontani dal soggetto e dalla piece in oggetto con queste considerazioni, ma basterebbe pensare a come indigenza, carenza affettiva e difficoltà determinano i destini degli uomini,  per comprendere che anche Sonia ha diritto a ricercare e comprendere il "Resto della Sua Vita". Grazie alla compagna di scrittura, agli attori, a tutti i collaboratori ed amici ed in bocca al lupo!

E. Gioacchini

mercoledì 2 novembre 2011

Drammaterapia & Relazione


Io Ritualisticamente, Scomposizione e Rimodellamento del Reale.
Reading Performativo sul pensiero di J. Cortazar, Roma 28.10.11
L'esperienza con l'altro. Questo vertiginoso smascheramento della nostra fragilità al posto di quell'investitura magica che, invece, vuoi ti faccia potente negli occhi dell'altro! Il denudamento dal falso coraggio di essere se stessi.
Desideralo, questo tuo posto nello schieramento anonimo o personale degli altri! Occupalo questo tuo tempo, finché dura e sii pronto alle costanti chiamate che la vita fa, intorno e dentro di te.

Io Ritualisticamente, Scomposizione e Rimodellamento del Reale.

Le "Storie di Cronopios e di Famas" di Julio Cortazar ci riportano a una conoscenza di noi e, quindi, dell'Altro, attraverso quel pensiero divergente che forse non ci hanno insegnato a utilizzare o, addirittura, abbiamo appreso a evitare! Come farci aiutare dalla Lezione dello scrittore verso l’autenticità? 
Quando Cortazar, come in un tentativo cosmogonico, mette tre genie di esseri assoluti ad essere attraversati dal fato, egli scompone e ricompone la realtà, ovvero il nostro modello del mondo e in fondo l’essenza delle domande dell’Uomo. Le tre sottospecie (perché la specie è quella umana) sono i Cronopios, I Famas e le Speranze. Le domande fondamentali: dove sono, con chi sono, dove vado. Il problema delle origini -da dove provengo- è invece sorpassato, quasi a suggerire che siano i comportamenti a descrivere la realtà, a “costruirla”.
Questi esseri, i Cronopios ed i Famas, sono nella loro condizione immanente, imprigionati ad esprimere il loro ufficio, nella totale libertà di esplorarlo all’infinito ed ogni categoria, dobbiamo pensare, ha una complessità infinita da esprimere. Nell’equilibrio instabile dato dall’interazione delle tipologie di esseri, come in un quadro di Pieter Bruegel, dove follia ed ordine sembrano danzare insieme, possiamo così ravvisare l’identità complessa e contraddittoria delle tensioni dell’Uomo. Il loro sempre differente decantarsi in precipitato e solvente, infinitamente possibile.
Ontologicamente, tuttavia, Cortazar introduce tra i Cronopios, pervasi da così sana follia ed i Famas, così folli nella loro prevedibile organizzazione, un terzo tipo di esseri, appunto le Speranze, intermediari indefessi tra gli altri due. Questo inserimento è piuttosto “romantico”! Sembrerebbe recuperare la domanda inevasa -ma l'Autore non lo dice-; aspira, se non alla conciliazione, almeno al compromesso tra i Conopios ed i Fama, quasi come lontano ricordo, riconoscimento di un’unica creazione e, forse, creatore.
Come si diceva, ogni tipo in sé ha profondamente inscritta l’altra metà inevasa, l’elemento di chiara appartenenza all’altro. E sì che un Fama –suggerisce il pensiero di Italo Calvino-, nel suo compatto rigore, espresso sino al parossismo, esprime un agire “folle” che molto ricorda le caratteristiche di un Cronopio. Ed in fondo, domandiamoci, il suo non è l’estremo tentativo, portato sino all’eroismo, di salvare il Mondo dal Chaos? E un Cronopio, nella sua infinità esasperata sregolatezza e quasi sistematica capacità di eludere il consueto, la tradizione, le regole e abbandonarsi all’infrazione, non persegue forse un intento anancastico proprio della psicologia di un Fama?
Il Laboratorio di qualche giorno fa (Workshop Io Ritualisticamente) è stato “totale”. Ha esplorato identità fisica e psicologica, reale ed immaginaria, esplicita o anche performata dei partecipanti, tutti invitati a ringraziare il pensiero di Cortazar.
Director.

domenica 30 ottobre 2011

Drammaterapia, Annotazioni a margine di un workshop su Cortazar...

Io Ritualisticamente, Scomposizione e Rimodellamento del Reale,
 28.10.11 Workshop di Drammaterapia

Fare a meno di un braccio, di una gamba, dei movimenti della testa, delegare quelli nella funzione e nel soma di un'altro; scorporare dalla presunzione del potere l'idea malsana che quanto è possibile sia comunque giusto, adeguato, opportuno...
Gli attori, tre sere fa, hanno provato con qualche malcapitato spettatore a togliersi l'impaccio di essere "perfetti", a mimare il proprio "mondo" perchè, visibile agli occhi dell'altro, potesse incontrarne la superficie scabrosa e morbida e riappropriarsene più consapevole. Credo che Cortazar (mi perdonerà l'impudenza) sia stato contento; c'era anche un suonatore di tromba e Cortazar il jazz piaceva molto...le note che vanno oltre il prevedibile pentagramma scritto per rituffarsi su quegli elastici dei righi e degli spazi come equilibristi ed acrobati!
Anche io sono stato contento. Spero tutti quanti. Il mare era un incanto! director

DRAMATHERAPY WORKSHOPS (2004-2009)

Ciclo di Conferenze-Dibattito 2010, aperte al pubblico

organizzate dall' Atelier di Drammaterapia Liberamente -h. 20,00,in sede-

-09 aprile, Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio
-07 maggio, La lezione di Grotowsky + Laboratorio
-04 giugno, la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio
-02 luglio, l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre
(nuova programmazione a settembre)

Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. I seminari e le conferenze -a carattere educativo e divulgativo - sono indirizzati ad pubblico non professionale, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici e psicologi La partecipazione agli incontri è gratuita, su prenotazione alle pagine del sito o telefonando alla segreteria scientifica, tel. 340-3448785 o segnalandosi a info.atelier@dramatherapy.it

COMUNICATI STAMPA