As mind master of the CDIOT, this gives me the opportunity to open a discussion on the fascinating Mind's Creative Processes and the Theatre. So I invite you to join our community, getting it prestigious, because it will be built with your intuitions and questions, meditation and inner answers. This is the place where you can use the freedom to express your doubts and you ideas, sharing with the others the research of your way. The Mind is a living miracle, available better than we could immagine; the theatre is a powerful tool to get deeply its power! But what beyond our discussions?
Prepare for becoming part of a new way to discuss with your right emisphere.
Explore the real power of hypnosis, dramatherapy and cinema-dramatherapy and get away its magic and false misconceptions.
Work nicely with us to create our friendship and the warmth of our curiosity and mind’s exploration.
Learn, enjoy and get excited!
Help yourself adapt to altering life-style changes..if there’s one constant in our life today it’s change; from every direction and faster than ever.
Let’s make the dream a reality...and much much more! Contact and interface with our staff; psychiatrists and psychologists will help you to get your life better!I’m just looking forward to seeing your messages here!
"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard
giovedì 28 gennaio 2010
Drammaterapia, Viva Kant!
Sono rimasta scossa dalla foto. Si capisce dalla mancanza di parole del commento.
Paradossalmente, quando mi sono "convertita" alla laicità, ho capito il senso reale del passaggio del Padre Nostro "...liberaci dal male". Il male che accompagna l'uomo, il male che non ha significato evolutivo che invece possiede l'aggressività del predatore. Ora sono io che mi libero dal male, non lo fa più un'entità divina. Ogni giorno, richiamo la "legge morale dentro di me" di kantiana memoria.
Ma credo non ci sia soltanto un Hitler da combattere come simbolo riconosciuto del male. C'è un "male", un demonio, più subdolo che ci abita. E' la connivenza con il male, una complicità sottile e ripetuta con la corruzione, l'indifferenza, il desiderio di vendetta, la perdita della memoria.
La "banalità del male" che ci accompagna tutti i giorni. Ombre del destino umano. Un rinoceronte pronto a manifestarsi.
@ Director
Un rinoceronte pronto a sgretolarsi, se non fuggiamo dalle ombre delle nostre paure.
Foto: Dramatherapy, the hollow sound of Nazism, CDIOT 2010
mercoledì 27 gennaio 2010
Drammaterapia, Shoan ed Haiti
Provavo un'insostenibile pena per lui. Qualcosa del genere deve averla provata mia nonna materna, Olga, questo il suo nome. Quando già l'ultima guerra volgeva alla conclusione, in Umbria, tra le colline di Umbertide, lei salvò un "bravo soldato" tedesco, che faceva il suo dovere, dalla probabile cattura e morte. Oltre il "dovere", invece, mia madre e la sorellina più piccola dovettero difendersi sotto un letto, mentre alcuni ragazzotti di colore con le stellette USA appuntate sulla spalla, in nome della "liberazione" chiedevano a mia nonna se in casa, oltre lei, ci fossero altre donne. Ovvio il significato d quella domanda.
Torniamo al sogno -ma forse non l'abbiamo mai lasciato-...L'ho visto depresso, Hitler, e la storia personale del Furer parla certamente di una condizione dell'umore non equilibrata. Credo di averlo visto come un paziente non "colpevole" per i propri sintomi. Ma sono anche sicuro che nel mio sogno una eventuale perizia lo avrebbe dichiarato "responsabile" ed altrettanto profondamente "malato".
La pietà di cui parlo non è quella della giustizia davanti allo scranno dei giudici, ma piuttosto quella verso l'uomo. Con lui l'uomo muore; muore un'altra volta. E muore altrettanto quando Alimadinejad, presidente iraniano, afferma che lo shoah non sarebbe mai avvenuto! Voce non isolata in un coro più vasto di quanto s'immagini.
Quest'uomo così fragile e bisticciato tra legge ed etica, politica, storia ed economia, muore ogni qualvolta si presta al giudizio di uno "spettacolo" politico, ideologico, economico, sui giornali, nelle reti televisive, nel web.
Mentre 200.000 haitiani -forse questo il numero- hanno avuto dalle macerie delle proprie case già povere gratuita una povera tomba ed altre 150,000 salme sono state messe in "salvo" dalla decomposizione e 800.000 miserables da sempre vagano nell'isola, storditi dall'orrore, in cerca di un rifugio provvisorio, penso ai lager tedeschi costruiti ufficialmente per fini diversi da quelli reali. E torno a pensare a quante volte quella gente di Haiti è stata "sfollata" dalle proprie case. Se la morte non si fa ricordare con il suo odore e dolore, può rimanere sepolta, nascosta o negata. SS dell'europa nazista e Tonton Macountes nell'Haiti di appena qualche anno dopo...
Venerdì avremo le prove -le prime- della prima scena, dell'atto primo, del nostra riduzione drammaterapica del Rhinoceros di Ionesco, ancora per voi inedita; proprio quello che ho creato nell'aula del processo alla "follia" dell'uomo, nella difesa della sua umanità, come voleva Ionesco.. Follia non solo di Hitler, del quale ho voluto -per la seconda volta- prendere le sembianze -parodia surreale del nostro processo drammaterapico-, ma di tutti i dittatori, di quelli "votati" al potere e di tutti coloro, comunque, che non testimoniano con la loro vita ed azione che si può prendere distanza da essa. Non vi è un punto di arrivo, anche se la civiltà ci promette sempre una salvezza crescente. Questo progetto di "libertà" deve essere considerato come componente fisiologica della cultura, una pratica sociale che non terminerà mai, ma darà ogni volta senso alla vita di ogni generazione ed individuo.
Il senso della testimonianza, non solo per qualcuno o contro qualcuno, ma verso la possibilità di redenzione dell'uomo mentre sta vivendo, laica, religiosa, senza servitù al potere, qualunque esso sia, ma a salvaguardia dell'umanità tutta.
Haiti oggi è appoggiata sul "conflitto" inesauribile di due zolle terrestri che lì convergono e si spingono, ma anche sul tema dell'universalità della sofferenza, della ricchezza e della povertà, dell'inganno e della dimenticanza. Ringraziamo di ricordarci questo. Director
sabato 23 gennaio 2010
Bloggers Unite For Haiti
2010 is a year in which bloggers can help make our world better a better place. Already, we've seen bloggers uniting to lead the charge to raise donations for aid organizations in Haiti. And, through honest, unbiased reviews bloggers are holding companies across the globe to higher standards of production and service. So whether you help save a life or just help a family save a few bucks, use your blog to help make the world a little better this year (by Blogosphere)
Bloggers Unite For Haiti
The Situation
The citizens of Haiti are currently dealing with devastation and suffering that few of us can even imagine. Official estimates from the region say that approximately 3 million people have been affected by this disaster and that somewhere between 45,00 to 50,000 people are may have died as a result of the earthquake.
How You Can Help
The most important thing you can do is donate to organizations providing aid to the citizens of Haiti. Bloggers can also use their sites to motivate others to give. It takes just a few minutes to add a donation widget to your blog or write a post informing your readers about how to give.
Go To Event Page
venerdì 22 gennaio 2010
HAITI, WORDS AND HOPES THROUGH OUR AWARENESS
Ho sfuggito la possibilità di commuovermi, scuotermi, destabilizzarmi attraverso i bambini di Haiti e ora so il perchè. Tu conosci il lavoro che svolgo, ti ho raccontato che mi occupo a volta di progetti regionali di cooperazione in paesi in via di sviluppo, dove ci sono problemi di degrado sociale, dovuti anche al degrado ambientale. Ebbene, ho pensato che mi stavo comportando come un medico che, di fronte alla certezza della propria diagnosi, non ha bisogno di assistere al decorso della malattia; anzi, deve anche garantire la propria distanza emotiva per poter intervenire con efficacia. Così ho fatto io: sapevo cosa succedeva ad Haiti, prima del terremoto e non avevo bisogno di vedere per avere altre certezze. Anzi mi sono
detta meglio essere lucidi per cercare soluzioni da suggerire, organizzarsi per lavori sulla lunga distanza. Ingenua e presuntuosa bambina!! Stasera, ho voluto fare un'operazione di input. Ho guardato un servizio in tv, scossa a distanza dal nuovo sisma. Ho visto la prima nata dopo il terremoto. Un'immagine stupenda, una neonata con due polmoni bellissimi, l'urlo della vita travestito da bimba haitiana.
Mi sono emozionata, stavolta sì che mi sono sentita coinvolta. Però , mica è andato tutto così liscio. Mi sono anche irrazionalmente incazzata. Nella mia famiglia occidentale, benestante, che vive nella bella Italia del terzo millennio, i bambini .....
@ Director
...i bambini vivono e si preparano a difficoltà differenti. Non puoi che trovarmi d'accordo. Ma il nostro com-patire può essere educato, crescere, diventare strategico perfino e produttivo.
Tu sai, gli altri "ragazzi" dell'Atelier e del CDIOT sanno, non abbiamo lavorato Il Rinoceronte perchè in una qualche sperduta provincia della Francia quegli enormi bestioni si erano messi a scorazzare...piuttosto corazzate armate hanno spazzato via speranze e vite poco più di sessant'anni fa. Io nascevo dopo un decennio e la bella voglia di "risorgere", comunque giusta e bella, ha creato anche quella falsi e terribili inganni. Il mondo non può essere più segregato, ma questo non significa globalizzazione selvaggia sotto la spinta del bisogno di aggiungere ricchezza a dei mercati. Pensare che quest'ultima potesse automaticamente comportare "integrazione" o "cooperazione" è stato uno sbaglio ed un tranello, ordito o meno. La vera congiura è dentro di noi, inscritta in un genoma "sociale", fenotipico direi (scusami biologa!) che si trasmette di generazione in generazione e può farci migliorare o sprofondare nella disperazione.
Ieri, quel padre di famiglia disoccupato (aveva perso il lavoro per precedenti comportamenti insostenibili all'interno dell'amministrazione comunale dove lavorava) ha ucciso e poi si è suicidato. Due gesti irragionevoli, non solutori, terribili. Ma credo fermamente che il "pabulum" in cui fermentano spesso molte gesta folli sia più esteso e molto meno specifico di quanto ci fa comodo credere. Insicurezza, disagio, povertà, cara Maria Pina ci sono sempre stati e se a volte rinunciamo con sofferenza anche all'idea di un "dio" che non ha pietà, non cadiamo nel tranello della "Giustizia", della "Eguaglianza"; piuttosto facciamo anche nostro quanto accade ed interpretiamo la nostra storia, quella personale così legata a quanto avviene apparentemente solo fuori.
Il "Kamikaze", quasi finito di allestire con l'Atelier, è quella disperazione che, con la cauta coscienza di essere occidentali, vuole far passare anche per noi quesi gesti, quella deflagrazione...
Viva i tuoi imput, via i tuoi output!
Quelli di chiunque nel "teatro del mondo" si ponga come spettatore non disimpegnato!
Non faranno tutto solo quegli "attori", non sta succendo solo a "loro", non lo fanno al posto tuo! Anche qui, tra le nostre fila, con tenerezza, ma corente valutazione, osservo a tratti la fiacca di "volerci essere", "senza essere". Che dire allora...Eppure muovere quel prompt sullo schermo e dire "Io ci sono" è così importante, non dico facile, ma importante.
Penso al particolare dolore dei colpiti del terremoto abruzzese... all'ascolto di questa tragedia in un paese lontano. Lontano? Quanto?
Io ci sono, tu ci sei, molti ci sono ed altri verranno...la vita è questo sogno e solo chi è un bravo sognatore,cosciente di questo, può viverlo e raccontarlo bene anche agli altri (F. Fellini).
"...straziante come il rimorso per ciò che non è stato e non potrà più essere, se non in sogno, o dentro di noi.
Quasi sempre non ci rendiamo conto dell'importanza delle persone che abbiamo vicino, e soprattutto le vediamo con gli occhi velati da sentimenti che tutto mistificano. E la vita continua in uno sperpero di energie volte a dimostrare di essere migliore, meritevole, capace e pieno/a di qualità. I nostri genitori non conoscevano certe cose, lati nascosti dell'essere umano, ma noi si. Per questo abbiamo il dovere di cercare con coraggio le nostre difficoltà, e lavorarci su, per imparare a ballare con i nostri figli evitando che rimanga un sogno o un rimpianto. Gianni"
WORDS and HOPES: Maria Pina, Ermanno, Gianni...
VIDEO: "Haiti - Arcade Fire". Thanks to CryptoBioMayhem
giovedì 21 gennaio 2010
Playing For Change | Equal Rights
Questo per dirvi che, sulla scia di quanto abbiamo e stiamo discutendo ed elaborando sul dramma di Haiti, è opportuno battere in ferro quando è caldo...e "disseminare", come ricordare qualche altro concetto. Dove non vi sono eguali diritti è più facile che giunga la sciagura, è più difficile che giungano aiuti, è nuovamente più facile, dopo un poco -come dice Maria Pina- dimenticarsi di tutto...
Dr. King once said:
"Nonviolence is the answer to the crucial political and moral questions of our time: the need for man to overcome oppression and violence without resorting to oppression and violence. Man must evolve from all human conflict a method which rejects revenge, aggression and retaliation. The foundation of such a method is LOVE."
Love is indeed the foundation for what we need as a human race. And in light of the recent events that have taken place in Haiti, we encourage anyone who has the inspiration and the means to help those in need, to please consider making a donation to the American Red Cross.
One Love, Playing For Change
mercoledì 20 gennaio 2010
It's time to...DANCE WITH MY FATHER AGAIN
Stai ancora crescendo, sai, non hai mai smesso e questo era quello che lui voleva, mentre la tua piccola testa già superava la cinta dei suoi pantaloni e si affacciva sulla sua camicia bianca a chiedere di piu'. E' ora di rifarla questa danza, forse di insegnargli a danzare con te, come non avete mai fatto, così bene.
Ora sei cresciuta, conosci molte cose e può venire molto bene questa danza, senza il timore di rimanere indietro, che la notte sia troppo buia, e la sua voce ormai distante. Potrete indicarvi cose mai dette, sussurrarvi parole mai ascoltate, vedere paesaggi già conosciuti insieme ed ora i tuoi...
Puoi risvegliarti, lentamente, senza fretta, quel tempo non può passare più così fretta. Hai il privilegio di fermarlo, mentre tu vai avanti e danzi nella tua vita.
martedì 19 gennaio 2010
HAITI, POETRY THAT SURVIVES...
quando il sorriso non chiede ricchezza per esistere, nè la sicurezza del giorno dopo per contagiare e conquistare. Prima, quando le voci sono canti dove non è importante essere intonati, ma esprimere insieme e rendere allegri i nostri bambini e l'anima di tutti. Prima del buio...
BEFORE,
when the smile does not ask wealth to exist, or the safety of the next day to infect and conquer with 'love. Before, when the voices are songs where it is not important to be in key, but to share togheter and make our children happy and everyone's soul. Before of the darkness ..
DOPO...
AFTER...
Movie: 1) By michaelrolufs "Dedicated to the beautiful people of Haiti in this time of great need. These live recordings and photos from Haiti, 2000, are a reminder that there is also beauty and dignity in a country that has suffered so much. You can help Haitians recover from the recent catastrophic earthquake by donating now to any rescue and relief organization active in Haiti"
2) Video through the courtesy of BloggersUnite for Haiti
domenica 17 gennaio 2010
Winnie nasce di nuovo ad Haiti
Movie: Raw Video: TV Crew Helps Rescue Baby From Rubble
sabato 16 gennaio 2010
I BAMBINI DI HAITI
Ridateceli tutti, comunque, lasciati soli in nome del progresso o perchè una polluzione genetica li ha messi n quel posto, eppure bello, diventato inferno in pochi istanti.
"Credevo di essere forte.. Credevo di riuscire sempre.. consideravo gli altri.. No, non li consideravo proprio. Poi è successo qualcosa, il dolore si è fatto sentire, i dubbi sono diventati sempre più forti, e per anni ho vagato alla ricerca di qualcosa che non conoscevo, che forse non troverò mai... Poi qualche spiraglio di luce, la certezza che la vita è qualcosa di più. L'animo umano è complesso e meraviglioso e l'equilibrio tra la miriade di fattori che ci compongono e ci circondano, ci stimolano e ci attraversano, è fluttuante e instabile. Per questo continuerò a farmi "del male" a fianco al Director, cercando di non "accomodarmi sulle cose che conosco". Troppo facile percorrere le vecchie strade, e troppo spesso mi viene ancora in mente di mollare tutto e.. .andare... Gianni"
(ANSA) - ROMA, 16 GEN: L'appello di Francesco Totti per aiutare i bambini di Haiti (videomessaggio e spot radio per l'Unicef)
"Sono Francesco Totti e oggi mi rivolgo a te come ambasciatore dell'Unicef e anche come papà di due bambini. Dobbiamo tutti dare il nostro contributo per aiutare i bambini che sono rimasti soli, che hanno perso i loro genitori, che non hanno piu' una casa dove dormire, una scuola dove tornare. Questi bambini hanno bisogno di acqua pulita, assistenza sanitaria, cibo, protezione"
venerdì 15 gennaio 2010
Haiti: esercitazione di empatia!
Haiti (quello che vi sta accadendo) è parte della nostra esperienza di vita e la nostra vita si svolge su un pianeta "vivo" in costante movimento e rivoluzione. Sono affermazioni ovvie, ma desidero utilizzarle come punto di partenza per una considerazione specifica che riguarda come la nostra mente recepisca determinati eventi ed a quali conclusioni giunga, quali sarebbe augurabile potesse sviluppare. Rispetto a quest'ultimo punto, infatti, dobbiamo ritenere che da quando l'uomo si è sottratto all'ordine naturale degli eventi -quello stabilito,-per intenderci, dalle leggi della fisica e della biologia- e vi è stato questa "parto" eccezionale che è la mente, non è stato più possibile delegare tutto alla "insensibilità" della natura, perchè di per sè essa è ovviamente "neutrale". Il pensiero e l'autocoscienza hanno imposto la presa d'attto che esiste una responsabiltà da esercitare a questo punto del nostro approdo evolutivo. Un risultato che induce sempre più a pensare che siamo più il risultato possibile di un calcolo di probabilità che qualcosa di dovuto alla storia dell'universo, alle leggi evolutive di questo pianeta. Oltre un certo punto, la natura non ci può più salvare e, nonostante il nostro progresso, dato che su questa terra posiamo i piedi, sul suo cielo le nostre ali artificiali, non possiamo salvare neanche noi stessi. Tecnologia, diplomazia, politica, cultura, storia dell'uomo possono tutto d'un tratto essere inghiottite ed a nulla serve aver preso precauzioni (se poi, diciamolo, quasi mai si sono prese...). Era tutto poggiato lì, sul quel lembo di terra, tra povertà e ricchezza ed è svanito, L'intelligenza della natura non prevede rispetto per quella umana... il nostro ingenuo sconvolgimento mentale nasce proprio da questa inconsapevole considerazione, retaggio di una cultura scientista ed illuminista attuale e di recente memoria storica, se poi pensiamo. Responsabilità...ma quale e come? Non alludo a quella tuttavia importante delle misure antisismiche. In qualche caso non riuscirebbe neppure quella ad eludere il Dramma...se delle auto possono essere sbalzate in aria! Piuttosto a quella di potere e volere esercitare un sentimento antichissimo, biologico, psicologico, culturale: l'empatia.
Esso rischia di essere dimenticato proprio a causa di una strana capricciosa degenerazione che la cultura può a volte comportare. Lo strano senso di potenza che l'individuo e le masse sentono di esercitare, quando rinunciano alla compassione, a compenso della straziante coscienza di essere "finiti", la psicanalisi ce lo ha detto. Il dono inaspettato e prodigioso della "mente" che ora abbiamo ci deve imporre di ri-appropriarci di questo sentimento sullo stesso pianeta, nello stesso sistema solare, nello stesso sistema di galassie ed universo conosciuto. Tutto il resto, la natura continuerà a farlo, osservata dal nostro sguardo "sensibile".
Movie: L'empathie
mercoledì 6 gennaio 2010
Drammaterapia, "Si chiamerà Futura"...
...piccolo, con il faccino spaurito, buon 2010!
Certo che ti offriamo un mondo un poco consumato per vivere la tua avventura di vita. Per quello che può valere, provo un poco a rassicurarti. Non ci sono solo inquinatori, palazzinari, vandali (quante parole difficili!) che avvelenano e distruggono il pianeta. Ci sono anche tante persone che vogliono rendere la vita più bella a te e a chi verrà dopo di te. Sono sognatori, testardi, rompiscatole, ma sono anche decisi, preparati, responsabili, pronti a difendere le cose belle. Solo che la loro voce e il loro lavoro è più difficile, meno conosciuto. Però, se tu ti sei posto il problema del futuro di piante, animali e atmosfera, forse la loro voce ti è arrivata da qualche parte!! Auguri per tanti anni belli da venire. Maria Pina
Foto: Dramatherapy, CDIOT, Maria Pina,foto di scena Christmas Party, dicembre 2009
martedì 5 gennaio 2010
...SE TU NON MI RENDI LE COSE DIFFICILI!
Credo di farcela...se tu non mi rendi le cose difficili!
E' stato difficile capire che il mondo è tondo, ma mi consolo pensando che prima di me il mondo ha usato anche violenza in questa disputa, tra "Finito" e "Infinito". E così, crescendo, mi accorgo di questa cosa strana, si combatte per proteggere un confine ed insieme si ha tanta paura che tutto sia limitato, abbia una scadenza, prima o poi finisca. Alla mia età si dovrebbe poter credere che tutto sia in espansione, possa crescere con me, forse proprio come il nostro universo; non ci si dovrebbe interessare tanto che prima o poi anche quello avrà una contrazione, un collasso, per poi ricominciare ancora...; ma alcune notizie mi turbano e mi rendono le cose difficili, da capire, da vivere.
Di oggi è la notizia che oltre cento chef, fra i più famosi nel mondo, hanno preso uno strano accordo: per tutto il 2010 non useranno tonno "rosso"! Questi magnifici pesci sono paurosamente diminuiti ed io che pensavo che il mare fosse così grande...Ecco una grande difficoltà, mentre sono piccolo, ancora, rendermi conto che il mondo può diventare ancora più piccolo di me e preoccuparsi dell'acqua, del cielo, della terra, dei ghiacci, del sole...e chissà di quante cose ancora, che pensavo infinite. Il mare è buono e cattivo, le api potrebbero scomparire e noi con loro ed il ghiaccio dei poli non è più così bianco e puro come avrei voluto sempre pensare.
Con Google Earth ho passeggiato nel Canyon del Colorado e con Google Maps per la strada dove abita un mio amico distante, ma non sono del tutto convinto che questo compensi il timore del futuro. Questo sentimento, in realtà, non lo riesco ancora a comprendere bene, ma forse si sta scrivendo dentro di me, in silenzio e potrebbe rendermi le cose difficili...;se già fin da ora non posso addentare una mela, perchè la sua buccia non le appartiene, non è commestibile, insomma è servita a proteggerla non solo dal sole e dall'acqua, ma anche dal mercurio, dalle pioggie acide, dal biossido di carbonio, ecc. ecc.
Per questo ti chiedo di non rendermi le cose difficili, più di quanto la terra abbia previsto. Avrò bisogno di coraggio, tenuta, sprint ed entusiasmo e non vorrei che anche la luce di un prato ed il verde, azzurro e rosso di un sogno le dovessi, un giorno, trovare in vetrina.
Oggi in famiglia siamo un pò contenti perchè abbiamo saputo che con la nostra lavapiatti "eco" consumiamo ad ogni lavaggio solo 16 litri di acqua. Non era infinita, e poi tutta l'altra acqua dove l'abbiamo messa? Avrò tempo per capire, ma intanto tu non rendermi le cose difficili!
giovedì 24 dicembre 2009
Dramatherapy says...All I want for Christmas is you! Merry Christmas...
Si, credo che il migliore augurio che si possa fare è quello che le persone desiderino le relazioni piuttosto che le cose. Che le vogliano ed esplorino; che ospitino la storia degli altri per farne felice ricchezza con la propria.
La migliore difesa della propria identità è proprio nell'incontro con l'altro, nella provocazione che danno le differenze, di colore, di luce, di senso. L'altro permette un grande viaggio dentro di noi e la scoperta di cosa e quanto e dove siamo.
Un abbraccio fraterno alla compagnia, agli ospiti, agli sconosciuti. A tutti i "pellegrini" in questo folle, sconosciuto ed entusiasmante viaggio.
Merry Christmas!
Director
martedì 15 dicembre 2009
DRAMATHERAPY, TUSSLE LOVE
& Merry Christmas to you!
Besides The Rhinoceros, Berenger and Daisy
finally found a place to share their feelings.
Creative Drama In-Out Theatre,
founded and directed by E. Gioacchini (Rome)
Daisy is Maria Pina Egidi,
Berenger is Gianni De Angelis
Il "gioco" di questa storia, che in Ionesco costituisce allegoria profetica del
"gioco del mondo" è profondamente un storia d'amore. Il sentimento che non si lascia
celebrare solo -ma è importante anche questo- nel lirismo dei poeti, ma piuttosto
l'amore che che è incontro /scontro tra due anime in mezzo agli altri. Gli altri che parlano,
che commentano, che suggeriscono...che scrivono per noi come Ionesco.
Questa particolare storia l'hanno riscritta i miei attori, quando, impudici, esibendo
le scoperte del loro processo drammaterapico, mi hanno raccontato difficoltà e dolori,
aspirazioni e risorse, comunque speranze. E forse non è giusto, anche solo per un attimo,
che si possa dedicare la nostra speranza a tutti quelli a cui è stata tolta tra i fumi "acri"
del sacrificio umano in quei campi di morte? Li ho ascoltati, attraverso la voce, il cuore
ed il gesto che gli chiedevo, in questo teatro che non esige la prostituzione deflli affetti,
ma il dono delle proprie paure e speranze. Grotowsky -mi perdoni l'autore, da lì dove vive,
da dentro di noi dove è, se lo cito- ci vuole poveri di mezzi e ambiziosi della voglia
di costruirli, proprio attraverso quel percorso che spoglia tutto di "quanto già si sapeva",
senza mai "perderlo", in vista del "nuovo", proprio attraverso questo processo di
"spogliazione" del nostro Ego, così forte perchè così fragile.
Storia d'Amore, riedita con quanto il "drama" ha mostrato con le quinte invisibili
dei nostri laboratori, vera quanto occhi, labbra, mani e battito di cuore, movimento
dei visceri, contrazioni rivelatrici, stati di coscienza modificati tra un dentro (In)
ed un fuori (Out) in costante dialogo. E così Daisy ha "maltrattato d'amore il falso Sè,
eroico di Berenger, e quest'ultimo ha lusingato sinceramente la potenza del sentimento
di lei. Si stava in un briefing consueto, rituale, dopo la performance di laboratorio,
ed ho letto tensioni inespresse, che qualsiasi verbo successivo avrebbo relegato
nell'impotenza del bisticcio verbale, del pregiudizio ideologico, del timore troppo pudico
(la resistenza) per arrivare alla consapevolezza. E così li ho presi...ops...si solo lasciati
prendere e posti uno difronte all'altro hanno continuato uno splendido "Teatro nel Teatro".
Con loro, questo teatro, come una grande famiglia, augura a tutti gli sconosciuti,
gli amici, i collaboratori ed a se stesso un Felice Natale nello spirito.
Director
Movie: Tussle Love, CDIOT 2009
lunedì 30 novembre 2009
Dramatherapy: Against The Pain
I post di Maria Pina e di Rosanna rappresentano stati d’animo contrastanti ma assurdamente simili, con un unico fattore aggregante: la non accettazione di se stessi.
Ho verificato più volte che i nostri comportamenti sono la causa stessa delle nostre sofferenze, anche quando gli stessi appaiono virtuosi agli occhi di tutti. Spesso però, pensiamo ed agiamo relazionandoci al mondo che ci circonda facendo riferimenti verso l’esterno, e riferendoci a quelle “inquadrature” che sono imposte dalla società -intesa come insieme di persone che fanno parte di un sistema politico ed economico organizzato- tralasciando l’importanza di dare voce ai nostri desideri e “all’essere” più che “all’apparire”. Sono un sostenitore del “sistema” come unico modo di reggere una convivenza tra esseri che oltre all’istinto animalesco usano l’intelletto, e, soprattutto, gli unici esseri in grado di mettere in atto meccanismi autodistruttivi e contro natura, ma comprendo che l’unico modo di vivere è riuscire a trovare un equilibrio tra i vari elementi, mantenendo la propria autocoscienza.
Mi rendo conto che quello che dico sia scontato, ma mettere in atto queste semplici considerazioni è a volte difficile come fare l’acrobata, perché il giudizio pesa, le distanze diventano enormi e l’altrui considerazione è sempre in agguato per farci sentire poco “a posto”. I nostri errori, il rammarico, le mancanze, i giudizi, ecc.. sono le zavorre, ma noi abbiamo uno strumento per evitare che pesino: l’accettazione. Accettare i nostri limiti, i difetti, i “disturbi”, come elementi che fanno parte di noi e che, semplicemente, ci distinguono dagli altri.
Foto: Dramatherapy, Berenger's Pain, CDIOT 2009
venerdì 20 novembre 2009
Dramatherapy: through In-Out Process
Il post di Maria Pina ha messo a fuoco in me qualcosa che mi frullava dentro già da qualche giorno. La vita di ognuno è un continuo saliscendi di emozioni, sensazioni, euforie, drammi, preoccupazioni, felicità.
Da grande appassionato delle vecchie canzoni di Battisti-Mogol, molte delle situazioni che vivo e molti dei pensieri che si affacciano alla mente mi riportano immagini evocate nelle stesse e in esse mi riconosco, come in un replay continuo della stessa scena in cui i personaggi e i paesaggi cambiano.
Immagino la mia vita come una passeggiata, in cui, a volte più veloci a volte più lenti, il paesaggio e le scene sono diverse, ma le persone che incontro le stesse. E tutto questo non avviene su un percorso in pianura, bensì su un eterno saliscendi collinoso. Perché ogni giorno è diverso, con alti e bassi, con la sensazione di andare in discesa o in un’erta salita, l’importante è andare.
E come nella Collina dei ciliegi, “molto spesso dietro la collina è il sole”, perché “...è soltanto la paura che inquina e uccide i sentimenti”.
Ed ancora una volta ho la sensazione di aver saltato delle parti di vita, di non aver goduto appieno il presente e aver programmato troppo il futuro con i suoi obiettivi, con l’ansia dell’aspettativa e la necessità di centrarli.
E come il viaggio di Maria Pina, carico di qualcosa che non doveva esserci, è un pesante fardello da portare se non c’è qualcuno o qualcosa che ti aiuta…
Per nostra fortuna, spesso, se noi lo permettiamo, qualcosa si materializza a sciogliere il blocco emozionale o la proiezione della difficoltà, e come un phon puntato su un cubo di ghiaccio tutto si scioglie dando al ghiaccio la sua forma originaria. Una pozza d’acqua..
Movie: La Collina dei Ciliegi, di Battisti Mogol, settembre 1973
venerdì 13 novembre 2009
Dramatherapy: working inside, while...tapis-roulant
@ Gianni
Tu chiamale, se vuoi, emozioni…
Guardo i filmati che con fatica il Director ha pubblicato nel blog. Play, play…
Emozioni, sudore alle mani, tremore, nel vedere Berenger-Gianni soffrire come un cane, e il Kamikaze che annuncia con enfasi la sua imminente morte.
Cena leggera, palestra, soliti esercizi, poco sforzo, distensione totale. Specchi; mi guardo, mi piaccio e penso a mio padre. Lo ringrazio per i geni che mi ha dato, ripenso all’educazione dura, alle partite a carte in cui non mi faceva mai vincere, e alle partite a dama. Poi mi diceva che prima o poi avrei imparato a giocare meglio… prima o poi… forse. Lo ringrazio per quella luce particolare negli occhi, per la curiosità che ne traspare e il sorriso schietto, per le domande da bambino che oggi mi rivolge più volte… e non sono le domande di un rinco…oggi lo so. Vuole sentirsi dire da me cose che conosce benissimo. Ha la massima considerazione di me, mi vuole bene da starci male, ma non è mai riuscito a dirmelo. Da piccolo si, ma poi… La cosa mi fa sorridere e provo gioia.
Tapis-roulant, solita velocità, aumento un poco e poi ancora. Assorto nei miei pensieri, preso dalla gioia e dall’emozione che mi trasmettono, volo senza fatica per più di venti minuti, anche se fuori allenamento, e capisco che pezzi di cotenna di rinoceronte e blocchi di emotività vanno in pezzi alleggerendomi, mentre parti del Kamikaze trattenute a forza attaccate al mio corpo, tornano naturalmente al loro posto, consolidando quello che sono.
Sudore e lacrime si mescolano, mentre ripenso agli specchi, che sono ingrati solo quando ci mostrano quello che vogliamo vedere, perché se ci mostrassero le nostre difficoltà, le verità dentro di noi, forse ci sforzeremmo di cambiare, e soffriremmo di meno.
Father and Son
(Father)
It's not time to make a change,
Just relax, take it easy.
You're still young, that's your fault,
There's so much you have to know.
Find a girl, settle down,
If you want you can marry.
Look at me, I am old, but I'm happy.
I was once like you are now, and I know that it's not easy,
To be calm when you've found something going on.
But take your time, think a lot,
Why, think of everything you've got.
For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.
(Son)
How can I try to explain,
when I do he turns away again.
It's always been the same, same old story.
From the moment I could talk I was ordered to listen.
Now there's a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.
(Father)
It's not time to make a change,
Just sit down, take it slowly.
You're still young, that's your fault,
There's so much you have to go through.
Find a girl, settle down,
if you want you can marry. Look at me, I am old, but I'm happy.
(Son-- Away Away Away, I know I have to Make this decision alone - no)
(Son)
All the times that I cried, keeping all the things I knew inside,
It's hard, but it's harder to ignore it.
If they were right, I'd agree, but it's them They know not me.
Now there's a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.
(Father-- Stay Stay Stay, Why must you go and make this decision alone?)
Movie: Original Clip of Father and Son, by Cat Stevens, from his album Tea for the Tillerman , 1970
@ Director
Great!
giovedì 12 novembre 2009
Drammaterapia: Umani e non Burattini
Per Gianni per tutti, me compreso.
Pretendi di capire l'amore, di spiegarlo, non é un compito. Ognuno di noi puó viverlo in maniera diversa. Come possiamo noi vivere una cosa che ci fa paura? Come facciamo a pretendere di bagnarci senza entrare nell'acqua? Come possiamo pretendere di ricevere senza donare? La nostra paura ha trasformato l'amore in un sentimento negativo 'quando tu parli di sottomissione di dipendenza di dolore di arma di ricatto, ma dov'é l'amore in tutto questo? Questa é la paura dell'amore! Fino a quando noi penseremo che l'amore é fuori di moi, siamo fuori strada. L'amore inizierá a percorrerci e a percorrere gli altri quando da dentro di noi uscirá verso l'esterno, senza numeri, in un percorso suo straordinario e bello. Tutto questo non esclude problemi, dolori, difficoltá, incertezze, tristezza e tutto quello che fa parte della vitá. L'amore ha un unico grosso pregio: colora in maniera gradevole e piacevole la nostra vita e di consequenza quella degli altri e ci rende consapevoli di chi siamo. Umani e non burattini. Questo secondo me é l'amore sentimento. L'altro é un prodotto delle nostre paure, dove media, carta stampate ,cantautori cavalcando l'onda del dolore/amore hanno costruito fortune e a noi rimangono i dolori.
ENERGIE
Per tutti e per te Francesca. Quando ho letto la tua lettera al gruppo, una tristezza é entrata dentro di me. Non capivo perché, ma era cosi. Poi piano piano si é pulito tutto e ho capito la ragione di questo sentimento. Lasciare, abbandonare, abdicare é la sconfitta dell'essere umano. E questo mi crea dolore. Noi tutti abbiamo il dovere diritto verso noi stessi di non rassegnarsi mai alle nostre paure e limiti. Anche se mascherati e giustificati. Proprio quelli che ci sono vicini (il nostro gruppo) e condividono silenziosamente paure angosce e limiti, possono aiutarci nei momenti duri delle difficoltá. Niente é perduto e niente é definitivo. Prova a pensare di vivere insieme a noi questo tuo momento. Chissá? Cosa ne uscirebbe fuori? Quando noi pensiamo negativo, siamo in un'energia negativa; come pretendere di uscirne! Dobbiamo trovare l'energia positiva e chi - se non meglio del gruppo - che capisce ognuno di noi l'altro? Ti aspetto Francesca venerdi alle 20.30 per abbacciarti e condividere con te questo tuo momento. Non mi lasciare solo!
martedì 16 giugno 2009
IL SUCCO DI CAROTA DI NICOLAS EICHMANN

Ci sono bambini che non dovrebbero venire alla Luce.
Nascono inguaiati senza saperlo.
Come gli altri bimbi sono generati dalla sostanza del Padre. Collaboratrice uterina – una Madre che passerà dall’inseminazione d’amore all’Iniziazione filiale, per legge naturale chiamata Vita.
Vita odora di borotalco e pulito, ha la pelle liscia e gli occhi chiari. Ama la Luce.
Divenuta grande, Vita sarà ritratto della finzione, poi della Colpa. Amerà ancora la Luce.
Rimarrà comunque integra, nutrendo d’amore cieco, doloroso e riparatore uno dei due genitori.
Vi chiederete: “Quale dei due?”
“Che bello è stato giocare con te, Papà…!”.
E se fosse Nicolas a pronunciare le stesse parole di Vita?
Nicolas è figlio d’un padre qualunque… Sì, l’inquilino della porta accanto; quello taciturno, educato, mai improvvisato, talvolta semi-sorridente. Gentile, gentilissimo, sin troppo ossequioso.
Nicolas ha ventisei anni quando il Mossad rapisce in Argentina suo padre. Cambio d’identità: ora si chiama Ricardo Klement. È il nome qualsiasi di un uomo qualsiasi.
Ma… “L’uomo è l’uomo”. Con queste parole comunicate telegraficamente a Tel Aviv da Buenos Aires la sera del 21 marzo del 1960, gli agenti del Servizio segreto israeliano annunciarono di aver finalmente trovato Adolf Eichmann. Alle 16.00 di quello stesso giorno, il Primo ministro Ben Gurion annunciò alla Camera che Adolf si trovava in stato di arresto in Israele, e che sarebbe stato processato in base alla legge contro i nazisti e i loro collaboratori per « crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e di appartenenza ad organizzazioni criminali naziste ».
Fu processato e impiccato il 31 maggio 1962 a Gerusalemme.
In una intervista riportata dal settimanale “L’Europeo”, giugno 1961, Nicolas Eichmann disse:
“Il nome che porto è uno dei più odiati al mondo, ma io, tuttavia non riesco a odiare l’uomo che me l’ha dato. Mio padre. Lo chiamano assassino, boia di Hitler, massacratore e riferiscono con raccapriccio una frase che egli avrebbe pronunciato in non so quale occasione: “Sono pronto a saltare ridendo nella mia tomba perché l’idea di avere sei milioni di ebrei sulla mia coscienza non mi turba affatto. Al contrario mi dà una sensazione d’orgoglio “. È difficile per un figlio credere una cosa simile del proprio padre. D’altra parte io voglio bene a quest’uomo, gli ho voluto bene quando ero bambino e mi costringeva a bere succo di carote per farmi crescere. Gli ho voluto bene da ragazzo quando attendevo con ansia che ritornasse a casa dalla guerra e più tardi quando ci ritrovammo in Argentina; ed io che avevo dimenticato il suo volto, credevo davvero che egli fosse un mio zio di nome Ricardo Klement […]”
Nota
Le citazioni e l’intervista a Nicolas Eichmann sono vere.
Le fonti storiche sono state fedelmente riprese da giornali e quotidiani dell’epoca.
Ciclo di Conferenze-Dibattito 2010, aperte al pubblico
-09 aprile, Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio
-07 maggio, La lezione di Grotowsky + Laboratorio
-04 giugno, la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio
-02 luglio, l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre
(nuova programmazione a settembre)
Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. I seminari e le conferenze -a carattere educativo e divulgativo - sono indirizzati ad pubblico non professionale, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici e psicologi La partecipazione agli incontri è gratuita, su prenotazione alle pagine del sito o telefonando alla segreteria scientifica, tel. 340-3448785 o segnalandosi a info.atelier@dramatherapy.it



