@ Maria Pina
Gianni, il tuo post precedente così composito e pieno di spunti mi fornisce l'occasione per parlare di tante cose che mi stanno a cuore. Si tratta di argomenti che fanno parte della mia vita quotidiana, delle mie esperienze
passate, e, a dire la verità, fatico un poco a metterle insieme in un post perchè so che "apparentemente" non sembrano collegate. Ecco : APPARENTEMENTE. E' questo l'errore ideologico spesso alla base di storture, ingiustizie, falsità. Cioè, credere che le "cose del mondo" vivano ciascuna in un settore a parte. Se rileggiamo insieme i post di questo blog (ora rinnovato) vi possiamo trovare tanti post che trattano argomenti diversi, descritti a secondo delle sensibilità individuali, esposti attraverso tanti stili, spressione delle molteplici esperienze di ciascuno di noi. Eppure, tutti i nostri articoli e commenti sono parte di una esperienza comune e ogni scritto è causa ed effetto di quello che lo preceduto.
Così, tu, caro Gianni, hai accostato il tuo percorso interiore, i problemi ambientali, la dignità del lavoratore e l'esperienza teatrale, operando una sintesi tra tematiche diverse che la visione settoriale del mondo immagina oggetto di studio e lavoro di discipline non dialoganti tra loro.
Credo che si debba rinnegare questo approccio, per il bene del pianeta, della società e dell'individuo.
Il terremoto di Haiti ci ha mostrato la povertà in cui viveva la popolazione dell'isola ed è apparso chiaro a tutti che questa miseria nasceva anche dallo scempio ambientale, dall'ineguale accesso alle risorse ambientali, in primis l'acqua, e il degrado urbano.
Marco Baliani ha usato il teatro per restituire speranza e dignità ai bambini delle bidonville africane, bambini cresciuti tra discariche, delinquenza e abbandono.
A Sarajevo, molti intellettuali e artisti si esibirono tra le macerie per restituire alla popolazione una speranza di rinascita. Impegno sociale, artistico, miglioramento individuale, tutela dell'ambiente non sono compartimenti stagni, che non colloquiano e non interagiscono.
Diamo loro spazio, dentro di noi, applicando il nostro serissimo gioco di IN e OUT.
Questo non è il mio pensiero originale, l'ho appreso dal mio percorso professionale. Ci sono voci autorevolissime che hanno affermato che la tutela dell'ambiente garantisce la pace sociale, il benessere diffuso, sia economico che psicologico e permette la valorizzazione delle espressioni culturali.
chiarissima la dipendenza delle dinamiche sociali dalla tutela dell'ambiente.
Tuttavia, credo che questi concetti li abbia espressi, in tempi lontani e in
un contesto diverso, Anton Chechov in "Zio Vanja", quando al suo personaggio,
il medico Astrov che cerca di salvare le sue foreste, fa dire:
"Certo, bisogna essere dei barbari insensati per bruciare tanta bellezza,
distruggere ciò che noi non siamo capaci di creare”.
Foto: "Alberi a Londra contro la deforestazione", Foto del Giorno, Corriere della Sera, 16 nov. 2009, novembre 2009. Alberi a Londra contro la deforestazione - Un uomo osserva uno dei tronchi portati a Trafalgar Square che fanno parte dell'installazione artistica intitolata "Foresta fantasma", che ha lo scopo di sottolineare i danni che subisce l'intero pianeta se non si arresta il processo di deforestazione (Ap)
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