@ Director
As mind master of the CDIOT, this gives me the opportunity to open a discussion on the fascinating Mind's Creative Processes and the Theatre. So I invite you to join our community, getting it prestigious, because it will be built with your intuitions and questions, meditation and inner answers. This is the place where you can use the freedom to express your doubts and you ideas, sharing with the others the research of your way. The Mind is a living miracle, available better than we could immagine; the theatre is a powerful tool to get deeply its power! But what beyond our discussions?
Prepare for becoming part of a new way to discuss with your right emisphere.
Explore the real power of hypnosis, dramatherapy and cinema-dramatherapy and get away its magic and false misconceptions.
Work nicely with us to create our friendship and the warmth of our curiosity and mind’s exploration.
Learn, enjoy and get excited!
Help yourself adapt to altering life-style changes..if there’s one constant in our life today it’s change; from every direction and faster than ever.
Let’s make the dream a reality...and much much more! Contact and interface with our staff; psychiatrists and psychologists will help you to get your life better!I’m just looking forward to seeing your messages here!

"It does not take much strength to do things, but it requires great strength to decide on what to do" Elbert Hubbard

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lunedì 8 marzo 2010

Dammaterapia: grazie Grotowsky!

@ Maria Pina Egidi

Quando avevo quindici anni e frequentavo il liceo, una volenterosa insegnante di lettere decise di portare il branco di ragazzine inquiete, confuse e acneiche, cui appartenevo, a vedere "Il piacere dell'onestà" di Luigi Pirandello, al Teatro Valle. Ricordo moltissime cose di quella esperienza, che era il mio primo incontro con il Teatro vero, qualcosa di diverso dalle recite in parrocchia o dagli spettacoli in vernacolo che vedevo nella piazza del paese dove trascorrevo le vacanze.Per esempio,ricordo che la mia compagna di banco si era messa una maglietta con gli strass per fare colpo su eventuali bellissimi ragazzi seduti in platea; oppure ricordo il mio smarrimento di fronte all'incapacità di seguire i dialoghi dei protagonisti, con troppe cose non dette, non spiegate, sottintese, da intuire. Riuscii comunque a capire che si parlava di una complessa vicenda di onore perduto, matrimoni riparatori, ipocrisie e complesse verità taciute, e poi, alla fine, niente era quel che si credeva.

Ricordo l'attimo in cui apparve in scena Alberto Lionello: su uno sfondo nudo, lui era solo, illuminato dall'alto, si voltava lentamente verso il pubblico e a me sembrò che guardasse ME!!

Tutte noi ragazze poi ci raccontammo di quello sguardo che conteneva il passato e il presente del personaggio e ognuna aveva avuto la stessa sensazione, di essere guardata e sfidata.

Ok, questo è un ricordo personale, magari falsato dalla nostalgia per un attimo vero e felice.
Uno sguardo e un movimento come quello, capace di entrare nella testolina di una acerba ragazzina e di rimanervi nei decenni a venire, per esistere non aveva bisogno né degli stucchi e dei velluti del teatro, né del palcoscenico sopraelevato, né della ricchezza delle scene (che di fatto, in quell'allestimento, non c'era) o dei costumi più fantasiosi.Attore e pubblico erano avvinti, legati da uno sguardo.

Il Director mi ha chiesto di parlarvi di Grotowski e Artaud. Scusate, non riesco a descrivere il teatro Grotowskiano se non così. Vi voglio troppo bene per infliggervi la mia prosa più didascalica e didattica, srebbe troppo facile. Come Grotowskii ha spogliato a suo tempo il teatro di tutto ciò che riteneva sovrastrutture, inutili e dannose per la comprensione del reale fascino e potere della recitazione, così io non faccio uso qui di nozioni e citazioni. Vi offro il mio ricordo personale, le emozioni di allora, pure come lo sono nella memoria, con la serietà di chi entra in chiesa. Grotowski volle restituire all'attore la sacralità del suo mestiere e noi, "quelli della drammaterapia", come potremmo non fare nostro questo atteggiamento?
Non si può affrontare il nostro pubblico senza essere consapevoli di ciò che vorremmo (e a volte riusciamo) a fare e cioè coinvolgere e trasformare noi stessi e gli spettatori, recitando, agendo un testo, nello stesso modo con cui il sacerdote celebra il rito, partecipandovi con il cuore e l'anima, di fronte a un 'assemblea scelta, raccolta in uno spazio definito e sacralizzato.

Grazie, Grotowski, per avere smantellato nei non addetti ai lavori l'immagine degli attori come divi vanitosi, scapestrati, rubagalline e morti di fame, dediti agli eccessi, superstiziosi, grazie per avere abbattuto la differenza tra attori professionisti e dilettanti, o tra attori e pubblico!

Gesto, sguardo, parola, movimento, coscienza, consapevolezza.. poche cose nella "valigia dell'attore". Da usare, come voleva Artaud, in maniera integrale e integrata. La parola mai disgiunta dal gesto, dal movimento, animata dalla esperienza emotiva dell'attore, giungono al cuore dello spettatore che ne riconosce con gli occhi, con il cuore e con la pancia, la coerenza e l'efficacia. Difficile, per chi non conosce Artaud, pensare che per fare questo ci voglia CRUDELTA'!

DRAMATHERAPY WORKSHOPS (2004-2009)

Ciclo di Conferenze-Dibattito 2010, aperte al pubblico

organizzate dall' Atelier di Drammaterapia Liberamente -h. 20,00,in sede-

-09 aprile, Il Teatro che cura, dal drama alla drammaterapia + Laboratorio
-07 maggio, La lezione di Grotowsky + Laboratorio
-04 giugno, la Cinematerapia e la Cinema-dramaterapia + Laboratorio
-02 luglio, l'Hypnodrama + Laboratorio: il Ritorno del Padre
(nuova programmazione a settembre)

Gli incontri, aperti su prenotazione, condurranno i partecipanti lungo un percorso informativo, spesso provocatorio e divertente, tra le possibilità e le risorse della mente. I seminari e le conferenze -a carattere educativo e divulgativo - sono indirizzati ad pubblico non professionale, ma anche a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della Drammaterapia, quindi educatori, operatori sociali, insegnanti, medici e psicologi La partecipazione agli incontri è gratuita, su prenotazione alle pagine del sito o telefonando alla segreteria scientifica, tel. 340-3448785 o segnalandosi a info.atelier@dramatherapy.it

COMUNICATI STAMPA